Ciao a tutti,
sono una ragazza di 24 anni laureata (triennale) in psicologia del lavoro in bicocca a milano... scrivo perchè ho bisogno di un consiglio.... vivo in un piccolo paese del lodigiano in cui a capodanno una ragazza di 13 anni che era a una festa tra coetanei (il + grande frequenta la seconda superiore) ha rischiato il coma etilico... nell'ambiente oratoriale di cui questa ragazza fa parte, si è deciso domani di fermarsi un attimo e di parlare con i ragazzi, sia che fossero presenti alla festa sia che non lo fossero... la risposta più gettonata tra i ragazzi al momento è "io non c'ero e quindi cosa vengo a fare..." oppure "c'ero ma non ho bevuto...". Si è deciso di far parlare i ragazzi e di fargli descrivere cosa è successo quella sera, ma poi noi educatori secondo voi come ci dobbiamo porre? Fare una dura reprimenda? Mille dubbi mi assalgono e non so come comportarmi...spero che vogliate darmi un consiglio, non penso che in queste cose ci sia necessariamente bisogno di un esperto....grazie Valentina








), quando avevo un quattordici anni, e frequentavo l'oratorio del mio paese, di ragazzi ubriachi a qualche festa, o ricorrenza, ne ho visti. Qualche volta l'ho fatto pure io. Nessuno, che io conosca, ha avuto conseguenze più serie di una lavanda gastrica e di una lavata di capo.
) fa benissimo ad essere "un po' duro". Fossi in voi educatori, comincerei col riflettere tra di voi, senza i ragazzi, riguardo a come vedete voi l'adolescenza, a cosa vi ricordate della vostra, a cosa si agitava nei vostri cuori, nei vostri corpi, a cosa nasceva nelle vostre menti, a come cercavate di svegliare parti di voi stessi e di addormentarne altre, a come vivevate il piacere e il dolore... cose così. Poi incontrateli pure, 'sti ragazzi.