L’ultimo affare è l’ambiente
di Valter Vecellio


"..secondo rilevazioni del Corpo Forestale, la regione con il più alto numero di discariche abusive scoperte è la Puglia: 599. Seguono la Lombardia, con 541; e la Calabria con 447. Più in generale: nel Nord d’Italia le discariche abusive sono oltre millesettecento, concentrate soprattutto in Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna. Nel centro Italia sono oltre milleseicento le discariche abusive, disseminate tra Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo. Più di milleseicento nel Sud: Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia. Ma sono certamente di più: i dati infatti si riferiscono alle discariche illegali scoperte.
Oltre alla quantità, contano anche le superfici che occupano. Pensate: solo nel Veneto oltre 5 milioni di metri quadrati. Per cui, numericamente in quella regione le discariche non sono tante; in compenso sono tutte molto grandi, e concentrate nell’area di Mestre. Inoltre, questi dati dimostrano come il fenomeno non conosca differenze di rilievo tra Nord, Centro e Sud del Paese."


"in Friuli Venezia Giulia, dove le emergenze ambientali sono legate ad alcune attività industriali attive o dismesse. In questa regione secondo la Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti, c’è bisogno di maggiore controllo rispetto agli anni passati perché sta diventando un’area utilizzata per la realizzazione di vere e proprie discariche abusive. In questi traffici sono implicati anche personaggi collegati con la criminalità organizzata, in particolare la 'ndrangheta calabrese. Profitti illeciti, per milioni di euro. Di più: oltre alle discariche abusive, le inchieste delle varie Procure hanno accertato l’esistenza di una quantità di imprese non in regola con la legge: lavoravano i rifiuti pericolosi pur non disponendo delle necessarie autorizzazioni per farlo.
Più a sud c’è San Giorgio di Nogaro, dove l’impianto di depurazione acque è stato sequestrato dai Carabinieri nell’ambito di un’inchiesta su presunte violazioni delle leggi in materia d’inquinamento ambientale. I Carabinieri avrebbero trovato tracce di rifiuti tossico-nocivi del depuratore che scarica direttamente in mare. Le indagini in corso dovranno accertare se l’impianto è stato costruito correttamente. Secondo gli inquirenti il consorzio che gestisce l’area ha ricevuto anche rifiuti liquidi pericolosi attraverso un impianto abusivo. In pratica sarebbero stati versati in mare, in poco meno di due anni, tonnellate di materiale che avrebbero contaminato gli organismi biologici in acqua in modo irreparabile e con metalli pesanti. Sette persone denunciate per traffico illecito di rifiuti, in un impianto che ha tutto l’aspetto di lavorare secondo le regole."

"Il Veneto è una regione che, secondo gli inquirenti, è la base di partenza di molti traffici illeciti diretti al Sud; ma anche qui si registra la presenza di numerose discariche abusive. Un duplice ruolo svolto con disinvoltura e che le ecomafie sfruttano, organizzandosi non tanto per inquinare quanto per vivere di inquinamento. Comitati d’affari che sfruttano discariche abusive compiacenti per risparmiare sui conti dell’azienda. Per fare un esempio: tolti 250 euro a carico destinati al camionista, una fonderia molto nota del nord risparmiava 4 milioni di euro l’anno scaricando in modo illegale rifiuti che avrebbero dovuti essere trattati in modo legale spendendo un massimo di 300 delle vecchie lire al chilo. Ma con la discarica abusiva ne sono state spese 110. Fino a quando non è intervenuta la magistratura, che ha disposto l’arresto di dieci persone."