In un forum di psicologi o aspiranti tali -e costituito in gran parte da donne-, questo argomento potrebbe sembrare strano. Eppure, visto che domani cominciano i preliminari di Champions League e a fine mese ricomincia il campionato, m'è venuta in mente una cosa.
Da tanto tempo, si sa, il mondo del calcio ruota esclusivamente intorno ai miliardi e al business, ma anche, ahimè, agli incidenti e alla violenza. Le norme per cercare di prevenire e curare questo problema, che riguarda il pallone in generale e la società in particolare, sono divenute sempre più ferree, al punto che acquistare un biglietto per una partita è quasi un'impresa per chi non ha la pazienza e le conoscenze giuste, e andare a seguire la squadra amata fuori casa è considerata un pericolo e espone a spiacevoli e antipatici inconvenienti.
L'osservatorio del viminale -istituzione fino a qualche tempo sconosciuta, ma ormai famosa e onnipresente in occasione delle manifestazioni sportive- pensa che il "divieto di trasferta" sia un efficace mezzo per impedire lo svolgersi di certi avvenimenti...eppure, nonostante ciò, forse gli incidenti negli stadi sono diminuiti, ma sono aumentati quelli all'esterno. Una decisione insensata, presa da chi il calcio lo conosce soltanto in maniera indiretta, che non solo ha peggiorato la situazione, ma ha anche suscitato il malcontento e l'indignazione anche verso chi vive il mondo del pallone dal punto di vista esclusivamente sportivo e crede che la domenica debba essere soltanto un momento per divertirsi e sostenere la propria squadra, ma è costretto a fare i conti con lo "stato di polizia" in occasione di ogni partita e con assurde generalizzazioni, identificazioni e proibizioni.
A tal proposito, cari amici del forum, quali sono le vostre opinioni in materia?







...dovevamo esserci noi!
