
Originalmente inviato da
max.nettuno
Non so se ne avete mai sentito parlare. E' una terapia imparentata con la strategica. Dagli studi di Milton Erikson e Gregory Bateson sono poi partite alcune scuole di psicologia in USA, vedi quella di Palo Alto con Watzlawick(terapia strategica) e poi quella di Milwaki con De Shazer (terapia centratata sulla soluzione).
Proprio di De Shazer ho appena finito di leggere "More than miracles" (in italiano non so se sia uscito). E' un approccio molto pragmatico e non direttivo, orientato alla soluzione (e non al problema e tanto meno alle sue ipotetiche cause passate) e dove la soluzione stessa è costruita dal paziente stesso con il terapeuta che svolge il ruolo di facilitatore. Si propone più volte durenate le (poche) sedute la rappresentazione di una situazione futura in assenza del problema, chiedendo al paziente cose del tipo "Se domani il problema non ci fosse più, da cosa te ne accorgeresti? Cosa faresti di diverso?". Usando sempre un linguaggio in positivo (es. esortando il paziente a riforumlare frasi del tipo "se non avessi più il problema, NON farei questo o quest'altro"). Come nella terpia strategica e nella cognitiva, in questo tipo di terapia si propongono dei "compiti" al paziente, che però non rispettano protocolli standard, bensì sono elaborati dal apziente stesso.
E' un approccio centrato sulla persona, tipico della psicologia umanistica, fortemente pragmatico, perché non esiste una vera e propria teoria quanto piuttosto un riferimento generale all'epistemologia costruttivista, fondamentalmente sistemico (perché nasce come terapia familiare e si fanno domande del tipo "in assenza del problema, cosa farebbero di diverso tua moglie/marito/figlio/a se il problema non ci fosse? ecc.").
Questo tipo di terapia, affermano gli autori, è stata usata e si è dimostrata valida peer diverse patologie (PTSD, abuso, dipendenza, depressione, ecc.).
Purtroppo i fondatori di questa terapia (dai quali andrei volentieri a fare un training) sono tutti morti...e ahimé anche quelli di Palo Alto....(a parte Nardone). Non so se in Italia qualcuno conosce questo modello. In America la scuola è chiusa, in England invece esistono dei corsi sull'argomento...ma temo che non sia un approccio molto conosciuto in genere. Forse, a differenza della strategica dove, a mio parere, è fondamentale il carisma del terapeuta perché possa avvenire un cambiamento nel paziente, questo approccio centrato alla soluzione lo vedo molto più abordabile...
Qualche commento?
Non so se magari questo approccio è una fotocopia di altri approcci (perché è da poco che mi interesso di psicologia) oppure è veramente qualcosa di orginale e nuovo e soprattuto, a detta degli autori, efficace. Infatti il paziente viene aiutato a superare un problema specifico non focalizzandosi su concetti troppo astratti come "il Sè" ad esempio. Quando poi il paziente, avrà un altro problema, tornerà in terapia per quello specifico....non si vuole "ristrutturare" la personalità...
ciao, Max