
Originalmente inviato da
shineandfly
Quasi quasi ci credevo anch'io. 7 anni fà, nel periodo della mia laurea. Mi ci sono voluti anni ed esperienza (mica tanta) per capire come stanno in realtà le cose. I migliori psicologi che conosco sono diventati psicoterapeuti per una legge dello stato. O meglio, adeguandosi ad una legge (la cosiddetta "Ossicini"...senza alcun contenuto metaforico sul giorno del nostro giudizio!) che li voleva analizzati e supervisionati. Da lì ad oggi, la sequela di scuole di specializzazione, certamente necessarie, utilissime, ma oggi anche (molte) a caccia di nuovi iscritti. Oggi che, diciamocelo, è quasi impossibile trovare 25-30enni (35enni?) in grado di sborsare 20-25mila euro in 4 fette, uscire da un tunnel lungo 5 anni per infilarsi in uno di 4, senza sapere che ci sia dall'altra parte. £ mesi fa ho partecipato ad una giornata dell'Ordine dell'Emilia sull'autoimprenditorialità per la nostra categoria professionale. Ricorderò sempre l'espressione sinteticamente senza risposte della Presidente Colombari, vistasi costretta (e QUESTA sì che si chiama correttezza, secondo me!) a pubblicare su Repubblica un vero e proprio appello alle matricole: "studiate pure psicologia, ma resterete disoccupati. fatelo per la vostra soddisfazione personale". Si capisce; oggi imbarcarsi in una specializzazione di 4 anni è impresa per pochi. Quei pochi non hanno una casa loro, un figlio, un affitto, un mutuo. Io sì. Almeno, fino ad oggi ho una casa (in affitto!) ed una dolce metà con cui condividerla. Ma per arrivare qua ho dovuto, sostenuto l'esame di stato, lavorare e guadagnare. E allora ho fatto l'educatore per 7 anni e continuo a farlo. Ho lavorato in 3 cooperative sociali, ho seguito per 6 di questi 7 anni una persona autistica e grazie a lei ho conosciuto e mi sono formato in tecniche di comunicazione facilitata, ho lavorato come educatore privatamente e con le assistenti sociali delle Asl (quante di loro avrebbero un serio bisogno di presa in carico!). Ma non ho accetattato di buttare alle ortiche una laurea adorata, fortemente voluta (scelta dopo 3 anni gettati in una facoltà di scienze) e sudata. E allora, facendo l'educatore per forza, l'ho fatto diventare un'ennesima occasione di opportunità e di apprendimento. Ogni caso che ho seguito mi è servito per continuare a studiare. Perché si può anche studiare da soli. CHissà perché, questo nessuno lo dice. E si può cercarsi un buon supervisore, perché bisogna essere ben consci di non essere psicoterapeuti, ma PSICOLOGI. Mi fate un favore? Chi lo sa, mi spieghi la differenza ESATTA tra un intervento di consulenza ed uno di terapia, di qualunque orientamento. Sapete che Winnicott definiva le sue sedute "consulenza terapeutica"? Perché nessuno, secondo me, oggi potrebbe definire con certezza dove finisca la consulenza e dove inizi la terapia. Con questo non voglio assolutamente dire che le due siano con-fuse, ma piuttosto che possono esserci aspetti terapeutici in un (buon)intervento di consulenza ed aspetti di consulenza in qualsiasi terapia. Una buona diagnosi, questo l'ho capito "sul campo", è GIA' terapia. E poi: chi ha detto che qualsiasi paziente abbia a priori bisogno di una psicoterapia? Farci credere che lo psicologo non possa far nulla è ingannarci abbandonandoci per sempre in un mare di ingannevole precarietà, in preda agli squali del mondo del sociale che ci vuole operatori a domicilio psichiatrici, educatori, facilitatori, e vai con i nomi. E vai con gli albi. Già si parla di un "albo dei counselors". E' la legge del marketing. Se tutto è saturo, si crea una nuova domanda, una nuova necessità, nuovi bisogni. E così nasce e prolifica il grande business della formazione. Io ti formo, tu mi formi, si fanno progetti, si crea una nuova realtà. La verità è che noi psicologi possiamo fare molto. Possiamo fare buona e utilissima consulenza (gli studi dei medici di famiglia sono PIENI PIENI PIENI di inconsapevoli e stramedicalizzati utenti psicologici), possiamo perfezionarci nella santa buona cara vecchia DIAGNOSI DIFFERENZIALE, possiamo progettare (e qui sì, ha un senso!) interventi individuali e di gruppo sulla prevenzione, sul mantenimento della salute psico-fisica, sul benessere, sulla gestione dello stress e dell'ansia. Oppure, come ho fatto io 5 anni fà, dar vita ad un gruppo di ascolto e condivisione sui temi della dipendenza e dell'autostima. Ho una ex compagna universitaria che ha 2 specializzazioni in psicoterapia. In 7 anni ho visto più pazienti io di lei. E non perché io sia più bravo. Ma perché oggi ciò che veramente non viene detto è che moltissimi terapeuti sono senza pazienti tanto quanto se fossero semplici psicologi. E questo anche perché c'è molta più concorrenza di un tempo. Ma anche perché c'è bisogno di tirare fuori un pò di creatività e di spirito d'iniziativa, perché in un mondo come quello odierno il bisogno di psicologia e di benessere è ovunque. Ovviamente questo và accolto e declinato con competenza, serietà e preparazione. Ma non vengano a dirmi che specializzarsi sia indispensabile per poter lavorare. Io consiglio di vedere al più presto pazienti, se se ne ha la possibilità, ben coscienti che non si và a fare psicoterapia e chiarendolo a chi viene da noi. E cercarsi un buon supervisore che pagheremo se necessario con i primi guadagni dei primi pazienti. A noi rimarrà quasi nulla in termini monetari, ma rimarrà moltissimo in termini di apprendimento e di "saper fare". E' così che secondo me bisogna iniziare. Bisogna fare per sbagliare (il meno possibile ecco perché un buon supervisore) ed imparare. Come per qualsiasi altra attività umana. Io continuo a fare l'educatore e contemporaneamente lo psicologo. Dalla prima stanza una volta a settimana presso un medico generico dove facevo consulenza, ho preso lo studio insieme ad un bravo musicoterapeuta. E adesso ho in mente qualcosa di molto ben fatto sui due approcci. Spero certamente di crescere e di migliorarmi (forse, anche di specializzarmi. E nel caso sarebbe qualcosa di molto psicodinamico) e di lavorare sempre meglio. Ma nel frattempo non ho assolutamente intenzione di arrendermi. CIAO CIAO