
Originalmente inviato da
ghiretto
Il secondo punto, quello didattico pedagogico, a parte le esperienze ormai più che collaudate, già definite da Irlanda, che con questa manovra andrebbero belle che gettate nella spazzatura, ma che idea di bambini avete? E che mondo pensiate sia loro necessario per crescere e svilupparsi usando al massimo le loro potenzialità? Sono piccoli non di cristallo, meno che mai stolti. La vita è perenne mutamento, crescere è cambiare, conoscere è modificare il proprio modo di interloquire ed interagire con il mondo, perché mai dovremmo focalizzare le loro esperienze ad un unica modalità didattica, un solo modello culturale, uno uno uno? Il che, visto che come sempre gli estremi non pare siano positivi, non implica una baraonda di docenti in ogni classe, ma una diversificata varietà di personalità, conoscenze, stili didattici che laddove ben integrati tra loro possono essere davvero propositivi nello sviluppo, oltre che compensativi l'un l'altro ai fini di una quantomeno sufficiente preparazione culturale. Sempre che poi il resto delle ore a vedere amici e tronisti vari non demolisca il poco che si è riusciti a costruire. Pane e circo in fondo da primi lo insegnarono i romani.