Bene, cittadini, è giunto il momento di affrontare il nuovo mistero. Mistero che, sulla scia dei precedenti, permane nella stessa atmosfera scura e quasi noir che ho tentato, forse, vanamente, di riprodurre.
Lo dico subito: non ho scritto qualcosa di complesso. Perciò, ad alcuni, se non alla maggior parte di voi, potrebbe apparire perfino banale e scontato. Prego dunque - ma è un consiglio - chi dovesse subito intravedere la soluzione, di non scriverla nel thread, per evitare di bruciare tutto quanto anzitempo. Si potrebbe per esempio, inviarla a me in PM. Ma dubito che questa volta ci sia gran bisogno di domande.
Se, come mi aspetto, il mistero dovesse essere svelato subito, allora nei prossimi giorni - forse anche già domani - provvederò a pubblicare qualcosa di più sostanzioso.
Forse questo racconto merita attenzione per l'atmosfera attorno a cui è imperniato ed eventualmente per le emozioni che potrebbe suscitare nel lettore; o forse no.
In ogni caso... buona lettura
SILENZIO DI MORTE
Tutto è avvolto nel silenzio. Non un solo rumore, un bisbiglio, un passo, un respiro. Silenzio assoluto. Tutto è immobile e sospeso.
È solamente vivendo nel silenzio che si possono percepire, distinti, sottili rumori di sottofondo. Scricchiolii, trascinamenti, colpi, tutti fenomeni che passerebbero facilmente inascoltati, in altre occasioni.
A poco a poco un suono emerge: un dondolio ritmico, continuo, ossessivo nel suo ciclo senza fine.
Da una casa viene una luce. Subito dopo alcune parole, un dialogo concitato. È il televisore che trasmette un film western.
L'uomo davanti al televisore non dice una parola. Si lascia dolcemente cullare dal dondolio ritmico della sua sedia antica. Sembra quasi dargli forza.
La stanza è sobria, essenziale l'arredamento, sottile la polvere, calda la temperatura. Solo tendendo l'orecchio si può scorgere, o credere di scorgere, il debole ronzio di un insetto.
Per il resto si potrebbe dire che la casa sia deserta. Che la morte vi abbia dimora.
L'uomo è abituato a percepire il silenzio. Ha quasi sempre vissuto nel silenzio. Per questo è in grado di cogliere qualunque rumore, di riconoscerlo, di capirne la provenienza, la direzione.
Neanche questa volta si sbaglia. Appena tende l'orecchio, subito volta la testa nella direzione giusta.
E trattiene il fiato.
È come se invitasse il rumore a farsi sentire. Come se volesse sentirlo parlare.
E il rumore obbedisce. Parla, si ripete.
Un passo. Debole, fioco.
Poi uno più pesante.
Un altro ancora.
L'uomo ha già capito tutto. I passi sono a pochi metri da lui, alle sue spalle.
Non si muove però dalla sedia, non si agita, non si preoccupa.
Rimane col fiato sospeso, in attesa, e tende l'orecchio. Abbassa di poco il volume del televisore, quanto gli basta per sentire bene.
Silenzio assoluto.
Cigolii, scricchiolii, deboli e sottili.
Un passo.
Un ragno che tesse lentamente la sua tela.
Un altro passo.
Il sole che muore all'orizzonte.
Un altro passo ancora.
Poi un cigolio. Questa volta forte, marcato. Impossibile non udirlo.
L'uomo è sempre in attesa. I sensi all'erta, il corpo pronto all'azione, come una belva pronta all'attacco.
Poi, improvviso, potente, terribile, un colpo di fucile.
Per chi è abituato al silenzio sembra lo scoppio di una bomba.
Poi di nuovo silenzio.
L'uomo non si muove, non scatta, non si agita. Anzi, rimane tranquillo, un sorriso sereno gli illumina il viso.
Quell'esplosione gli infonde serenità, una placida calma come un benefico infuso.
Continua a guardare la televisione, rialza il volume, riprende il dondolio che fin dai primi passi aveva rallentato e poi interrotto del tutto.
“Qualcuno ha commesso un crimine” mormora.
E le sue parole sono presto inglobate dal silenzio. Un silenzio assoluto, totale. Un silenzio di morte.
A voi![]()
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e arrivo.....aspettatemiiiiii!!!!!!
Michael e a voi gialliste...! anch'io devo andare a pranzare...ma appena finito torno subito 