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  1. #25
    Matricola
    Data registrazione
    26-05-2008
    Messaggi
    25

    Riferimento: Scuole psicoterapia ipnotica

    Citazione Originalmente inviato da scapin12 Visualizza messaggio
    quel libro l'ho letto vent'anni fa e so che l'ipnosi di Erikson è riuscita solo a lui. Le tecniche conversazionali attraversano l'intero panorama delle psicoterapie, dalla psicoanalisi al cognitivismo. Quindi per capirsi basterebbe non chiamarla ipnosi.
    (...)
    Riprendo citandoti nuovamente, Scapin, spero tu non ne abbia a male: penso che la questione di linguaggio che sollevi sia una questione cruciale.
    Il libro l'avevo portato proprio come esempio della varietà di un approccio (quello Ericksoniano) che non si riduce all'utilizzo di una tecnica (induzione di trance formale). Di bravi ipnotisti che si avvalgono di ipnosi diretta (quando non autoritaria) alla maniera di Charcot è pieno il mondo, Italia inclusa, e ci sono anche dei bei manuali facilmente reperibili che trattano dell'argomento (Mosconi, Chertok, Granone). Questo, però, nulla ha a che vedere con l'ipnosi Ericksoniana: un albero non è la foresta! Nel repertorio ericksoniano infatti, ci sono una miriade di tecniche, approcci, stratagemmi molto diversi, che corrispondono al modo estremamente flessibile, eclettico ed individualizzato in cui Erickson leggeva QUEL problema in QUEL paziente.
    Citavo Haley proprio perché lui, terapeuta della famiglia, ha colto questo piccolo universo e ce l'ha saputo illustrare in modo chiaro.
    Sicuramente sono d'accordo con te sul fatto che BUONA PARTE del lavoro di Erickson oggi non sia riproponibile: ciò che lui sapeva e poteva permettersi di fare (in quel contesto storico e culturale) a noi non è dato.
    Ma, il bello di diventare terapeuti ericksoniani, per me, è che non impari a scimmiottare cose antiquate, magiche o improponibili, ma a promuovere un tuo stile personale (che può non andare bene con qualsiasi paziente ti entri in studio) ispirandoti a quei principi.
    Sono poi convinto che molta parte del suo lavoro sia trasversale a tanti indirizzi e orientamenti: penso sia un valore aggiunto per tutti, non una limitazione per nessuno, che le idee che funzionano diventino patrimonio comune della nostra professione.
    La mia opinione è che ogni orientamento debba riconoscere i propri limiti e saper fare buon uso del meglio degli altri orientamenti!

    Saluti!

    Re
    Ultima modifica di rehypnos : 16-01-2009 alle ore 12.21.37

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