Ecco pubblicato il mio nuovo mistero... qualche minuto prima rispetto all'orario concordato, dando modo così di far prendere comoda visione del racconto.
Un racconto dall'esistenza lunga e travagliata, considerando che ha dovuto attraversare diverse modifiche e rifacimenti: con la speranza che sia di gradimento a tutto il pubblico di lettori e lettrici. Ho provato a descrivere una storia spero interessante con uno stile spero altrettanto piacevole e invitante per la lettura.
Ho voluto omaggiare la mia terra inserendo un cognome localee c'è anche una piccola sorpresa che sono certo non mancherà di deliziare
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Il regolamento è sempre lo stesso: domande semplici, chiare, che richiedano risposte sì o no. Chi intravedesse da subito la soluzione, è cortesemente invitato a inviarmela tramite PM![]()
Potete anche lanciarvi in ipotesi, ma sono a vostra discrezione.
Scritto questo... che i giochi inizino.
E buona lettura
LUNA
Anni '60.
Un pomeriggio di fine novembre.
Marianna contemplò ancora una volta il paesaggio desolato e oscuro che le si apriva davanti. La finestra si affacciava direttamente sull'immensa foresta cupa che circondava due dei lati del minuscolo paese.
Marianna si lasciò avvolgere dalla malinconia di quella visione e sospirò.
Ancora niente. Niente nelle settimane precedenti e neppure quel giorno. Possibile?
Distrazione, disinteresse, vuoto di memoria? Tutte assurdità.
Doveva essere successo qualcosa. Sicuramente.
Guardò quel manto oscuro che separava terra e cielo.
Se si fosse avventurata lì, sicuramente non ne sarebbe uscita viva. Non era pratica di quei luoghi, rare volte si era allontanata dalla sua casa.
Ebbe un brivido.
In quel momento rientrò Luigi, col fedele cane da guardia Luna che gli scodinzolava a fianco.
“C'è un silenzio incredibile là fuori” commentò. “Tutte le case e le strade sono deserte per via della festa. Sparare al cinghiale è più facile, se c'è tranquillità.”
“Hai ragione” pensò Marianna. “C'è troppo silenzio.”
Contemplò ancora il paesaggio desolato davanti a lei e sospirò di nuovo.
Qualche giorno dopo, a metà mattina, Luigi stava lavorando in giardino. Ne aveva bisogno. Pareva che mano umana non l'avesse sfiorato da tempo immemorabile.
Stava sradicando delle erbacce quando sentì all'improvviso un abbaiare furioso. Era Luna. Che stava succedendo? Alzò lo sguardo, preoccupato.
I latrati s'interruppero di colpo.
Ancora più preoccupato, Luigi fece qualche passo verso il luogo da cui, gli sembrava, fossero venuti quei versi carichi di rabbia.
Incrociò nella sua strada Marianna con Luna che la seguiva fedelmente.
“Cos'è successo? Perché Luna abbaiava a quel modo?”
“Niente niente” mormorò lei, a occhi bassi. Tremava.
Luigi spostò lo sguardo da lei a Luna e poi guardò entrambe, in cerca di risposte.
Guardò nella direzione da cui erano venute.
Un brivido di paura lo colse.
Trascorsero giorni orribili per Marianna. Interminabili, tetri, pieni di nera disperazione, alternata a una serenità innaturale, come se la fine fosse imminente.
Una sera in cui l'aria era piena di fragoroso silenzio, Marianna e Luigi erano in casa, lei affacciata a una finestra, lui in salotto, ad ascoltare un programma alla radio.
Gli unici rumori che si potevano udire provenivano da questa: rumori squillanti ed euforici, totalmente in contrasto con l'austerità del luogo.
La finestra a cui era affacciata Marianna dava sulla parte di giardino davanti alla casa.
Lei continuò a guardare, con speranza, per quanto la poca luce rimasta le consentisse. Presto sarebbero scese le ombre. Ma lei continuava a sperare. Era per quello che si era adoperata, che aveva pensato, progettato tutto affinché...
Luna fece capolino all'orizzonte, interrompendo i suoi pensieri. Lentamente lei aprì la porta e le si avvicinò.
Sapeva cosa l'attendeva. Prima che Luna tornasse non aveva sentito nessun rumore. Nessuno di quelli che sperava. Brutto segno.
Le tastò il collo. E una lacrima le rigò il viso.
Non era andata come aveva previsto. Purtroppo.
Rientrò in casa, a occhi bassi.
Poi percepì uno strano silenzio.
Si voltò di scatto. Luigi era a pochi metri da lei. Aveva visto tutto.
“Che hai fatto?” domandò. “Perché hai fatto andare Luna da...? Io so dove l'hai mandata... ho sentito quel nome... da Serra...”
Marianna sospirò. Era rassegnata. Stava vivendo uno di quei momenti di calma innaturale come davanti alla morte.
I suoi occhi vagarono in cerca di un coltello. E lo videro, prima che Luigi lo notasse... e l'aveva in mano, senza che lui se ne fosse accorto...
Di lontano, nel frattempo, la festa continuava.
A voi![]()










anche se in futuro potrebbero comparire anche storie con un singolo mistero al loro interno 
troppo gentili
