Ciao a tutti. Questo e' il mio primo posting.Ci tenevo a dire la mia sull'argomento. Vivo in Inghilterra da 6 anni ormai. Mi sono trasferita dopo aver conseguito la laurea in Psicologia Clinica presso l'univerisita' di Padova e aver concluso tirocinio ed esame di stato. Non vorrei parlare in questa sede di come gli psicologi italiani vengano snobbati in questo paese...
Ma piuttosto della tradizione di Counselling che esiste in Inghilterra, nella speranza di fare un po' di chiarezza su questa professione. So che in Italia si tratta di una professione piuttosto recente e premetto di non essere al corrente della modalita' con cui il counsellor sia stato 'presentato' e introdotto nell'universo professionale. Se l'intenzione e' quella di rifarsi ad un modello anglosassone ho come l'impressione che l'impresa non sia riuscita, o magari non ancora.
Il counsellor qui in inghilterra non si sovrappone alla figura dello psicologo, ma semmai a quella dello psicoterapeuta. Ho appena conseguito il mio diploma di Counsellor Psicodinamico presso l'universita' di Reading. Per accedere corsi di counselling (che sono sempre post-lauream e non ad un livello inferiore a questo) bisogna avere gia' conseguito un degree inerente alla psicologia. In quello da me frequentato e c'e' pure un limite di eta' non inferiore ai 25 anni per accedervi. Si fanno colloqui e controcolloqui per essere ammessi. Nei due anni di corso la teoria e la pratica sono assolutamente intersecati. I pazienti vengono visti con la supervisione settimanale di un Supervisor .
In piu' si e' obbligati a sottoporsi a psicoterapia psicoanalitica (a proprie spese) per tutta la durata del corso. Dopo questi due anni si puo' scegliere di aggiungere il master di un anno che non e' altro che l'elaborazione di una tesi sperimentale (con soggetti ed elaborazione qualitativa dei dati). Io ora sto frequentando il mio anno di master ma sono gia' un Counsellor psicodinamico qualificato. Posso condurre una terapia a breve o lungo termine di tipo dinamico (transfert e controtransfert sono il mio pane quotidiano)anche come libera professionista. C'e' un albo professionale ed un codice etico molto severo a cui devo continuamente rendere conto tramite case studies e corsi di aggiornamento post-professione.
Ora non so quanto tutto questo sia comune alla vostra esperienza. Ma volevo puntualizzare che per me diventare counsellor e' stato un arricchimento della mia precedente conoscenza (sempre troppo teorica purtroppo)e condizione di psicologo clinico. Inoltre non mi sento assolutamente in competizione con lo psicologo che qui, come anche in Italia, si occupa prettamente di Diagnosi e non di psicoterapia. L'unica differenza tra il Counsellor psicodinamico ed uno psicoanalista qui e' che lo psicoanalista puo' vedere i sui pazienti piu' di una volta a settimana per una terapia piu' 'profonda', mentre io vedo i miei pazienti una volta a settimana. Ma gli strumenti psicoterapeutici sono esattamente gli stessi.
Mi piacerebbe avere qualche feedback da questo forum, se non altro per chiarirmi le idee su come il Counsellor sia percepito in Italia. Dal mio punto di vista le rivalita' degli psicologi nei confronti dei Counsellors sembrano un assoluto controsenso...silviaxxx







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