ciao a tutti coloro che vorranno dedicarmi un attimo di ascolto.
sono laureata in psicologia in attesa di svolgere l'eds ed intanto mi hanno assunta a tempo determinto presso un centro infantile lavorando come educatrice di minori in attesa di affido. al colloquio credevo mi si profilasse davanti un altra realtà più concernente ai miei studi, ma vedo che alla fine svolgo il ruolo di operatrice pratica seguendo la quotidianità dei bambini (cambiare pannolini, seguire i pasti, metterli a nanna). insomma ho accettato l'incarico in quanto mi hanno detto che probabilmente mi faranno un contratto a tempo indeterminato tra un pò di mesi (tutte le altre ragazze e donne che lavorano lì lo hanno già da qualche anno), però, inizialmente entusiasta per tale promessa, ora non so se continuare a prestare la mia opera presso tale centro o indirizzarmi su un altro versante che mi piace molto avendo già lavorato in esso che è quello dell'insegnamento nelle elementari (e in futuro spererei nelle superiori).
il mio dilemma è quello di scegliere tra un lavoro che non mi piace (educatrice) e non mi soddisfa affatto anzi è da quando ho iniziato che ogni giorno torno a casa frustrata e con l'autostima sotto alle scarpe ma che diventerà 'sicuro', oppure non accettare la proroga di tale contratto buttandomi, come ho sempre fatto sinora, a fare supplenze presso materne ed elementari. quest'ultimo lavoro mi piace molto di più, è meno stancante e più gratificante da parte di tutti, lo stipendio è assai più alto, gli orari sono fattibili e le ore di lavoro poche (24h settimanali).insomma quando acquisto sto status la mia autostima cresce!però si tratta sempre e solo di supplenze temporanee senza prospettiva di tempo inderterminato.
quindi vi chiedo un consiglio, un parere, una idea accettando anche critiche, ma che siano sensate e che mi permettano di riflettere in questo tumultuoso periodo della mia vita.

mattoni:
grazie a tutti/e coloro che risponderanno!
