Mi ricordo di quando andai all'ultima lezione di psicodiagnosi all'università. Trattammo dei disturbi alimentari. L'intera classe mi parve riconoscersi in una frase della docente:
"NELLA NOSTRA SOCIETA' E' VIETATO ESSERE GRASSI". Questo per dire che una moderata ossessione per il proprio aspetto, l'alimentazione e l'esercizio fisico, sono all'ordine del giorno nella nostra società. Mi ricordo ancora la prof che dice: "Alzi la mano in questa classe chi non ha paura di ingrassare". Ovviamente, nessuno l'ha alzata, magri compresi.
Infatti, alcuni elementi della psicologia dell'alimentazione e della gestione del peso corporeo possono essere oggi considerati normali, come ad esempio "[B]
la paura di ingrassare[/B]" o "
l'impulso alla magrezza e alla restrizione alimentare" (dimensioni che vengono contemplate ad esempio per una diagnosi di anoressia), sono comportamenti diffusi e considerati di per sé non patologici. Tant'è che esistono solo alcuni valori soglia di questi comportamenti che possono essere di attenzione clinica.
Ma normale in che senso, mi chiedo io?
Vabbé che per Mr. Freud il mondo si divide in "nevrotici" e "psicotici"...perciò, che ben venga appartenere alla prima categoria...però, mi chiedo, come conviviamo con questa "moderata" ossessione per l'aspetto fisico, l'alimentazione, l'esercizio...?
Un saluto a tutti,
