Il Principe Azzuro e le Sette Cenerentole ( per non parlar di Cappuccetto Rosso... )
CAPITOLO PRIMO
Personaggi e Interpreti ( in ordine di apparizione ):
Brontola: Nadir
Mammola: Pantera Rosa
Eola: Chiocciolina
Pisola: Eva_luna
Dotta: RosadiMaggio
Gongola: Sara DeZaire
Cucciola: Elena888
Principe azzurro: Doc
Mago Grimildo: Michael Sniper
Cappuccetto Rosso: Claudiapitt
Altri personaggi: comparse non identificate...
C'era una volta.... Un Re, diranno i miei piccoli lettori....
No, c'era una volta un casolare sperduto nel bosco abitato da leggiadre fanciulle, soprannominate "Cenerentole" perchè erano famose per le sontuose "cene" che soleano approntarsi ( ma anche colazioni, pranzi e merende... ), a base di dolci, cornetti, Nutelle e pasticcini alla crema...
Esse erano in numero di sette, tutte sorelle.... E ognuna di esse aveva un nome derivante dalle sue particolari attitudini: c'era Brontola che si chiamava così per il suo carattere non proprio accomodante; Mammola, dal cuore dolce e tenero; Eola, perennemente raffreddata e con starnuti così potenti da essere paragonati agli uragani forza 7; Pisola, sempre addormentata sui libri e non solo; Dotta, fanciulla colta e diligente, dottoressa insigne; Gongola, ragazza sempre allegra e contenta, perennemente intenta a soddisfare i piaceri della carne ( ma, soprattutto, dei dolci e dei carboidrati in genere... ). Ed infine Cucciola, la più piccola della famiglia, soprannominata la Mascotte del gruppo, sempre pronta a farsi spupazzare dalle altre sorelle.
Le fanciulle conducevano vita pia e riservata: nel bosco non si avventurava mai nessuno e, pertanto, erano quasi sempre da sole...
Troppo sole: le 7 sorelle, tutte giovani e procaci, soffrivano molto della mancanza di uomini nella loro quieta esistenza. E, conseguentemente, dell'impossibilità di dare un giusto sfogo ai loro naturali istinti giovanili...
UN bel giorno passò nelle vicinanze del loro bosco un viandante, un falegname, Mastro Geppetto, che aveva chiesto loro ristoro e un momentaneo alloggio.... Subito le fanciulle gli furono addosso e, dopo avergli strappato i vestiti, usarono di lui in tutti i modi possibili e immaginabili.... Soprattutto Gongola, sempre affamata, le si avventò addosso sulle parti intime, quasi azzannandolo: dovettero strapparla a forza e per poco il pover'uomo non subì lesioni permanenti...
Dopo un mese, Mastro Geppetto, ormai allo stremo delle forze si rese conto che per poter essere affrancato da tale crudele giogo, aveva solo una possibilità: quella di procurare alle tenere fanciulle un succedaneo che potesse sostituirlo in tutto e per tutto...
Così, all'uopo, decise di creare un burattino di legno a cui pose il nome di Pinocchio: esso aveva la caratteristica di avere un naso che si allungava all'improvviso ogni volta che qualcuno profferiva una bugia...
Le gentili, dolci e tenere fanciulle capirono immediatamante il possibile utilizzo del burattino: la prima a fiondarsi fu Eola che, dopo essersi denudata, si pose a cavalcioni della faccia del burattino e cominciò ad urlare: "Mi piace studiare, mi piace studiareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeehhhhhh "....
Un tremendo starnuto interruppe i suoi gemiti, disarcionandola dal naso che pure, intanto, si era allungato a dismisura...
Approfittando della confusione, Mastro Geppetto riuscì a sgattaiolare via e cominciò a correre per il bosco, trangugiando di tanto in tanto una bottiglia di Vov, da settimane, ormai, suo unico e indispensabile nutrimento. Il falegname era felice e soddisfatto per il bene che aveva fatto alle tenere fanciulle, ma, soprattutto, per essere riuscito a salvare la pelle...
Le ragazze, intanto, neanche si erano accorte che lui era andato via: tutte si davano spintoni e si picchiavano selvaggiamente per riuscire a mettersi a cavalcioni sulla faccia del burattino... L'apoteosi la raggiunse Brontola allorchè, riuscita nell'intento di conquistare la posizione, cominciò a gemere e ad urlare " Mi piace Gigi D'Alessio, mi piace Gigiiiiiiiiiiii D'Alessiooooooooooohhhhhhhh"...
Dovettero prenderla a randellate per riuscire a farla scendere.... Fu quindi la volta di Pisola che, però, non riuscendo a dire bugie particolarmente sfrontate, dopo poco si addormentò.... Anche Mammola in un primo tempo sembrava non riuscire a sfruttare le peculiari caratteristiche del burattino: si era messa in posizione e aveva cominciato le letture che utilizzava di solito per eccitarsi, le "Poesie d'Amore" di Jacques Prèvert... Ma niente, il naso del burattino rimaneva fermo, immobile... "Eh si", fece sconsolata, " con me non può funzionare, sono troppo pura e ho pensieri troppo innocenti per innescare questo torbido..." Non finì la frase: il brusco innalzamento del naso la fece sobbalzare e per poco non la fece cadere....
Anche Dotta si accinse quindi a sperimentare il curioso meccanismo: "Non mi sono chiare le implicazioni psicanalitiche implicite in questo fenomeno" osservò " In particolare, non so se possa essere evocato il concetto freudiano dell'invidia del pene, per spiegarlo. Comunque mi accingo a provarlo" disse mentre, dopo essersi tolta le mutandine, si metteva anche lei nella posizione sperimentata dalle sorelle " solo perchè spinta dall'innata sete di conoscenza propria della studiosa....".
Subito il naso di Pinocchio crebbe a dismisura, scuotendo energicamente la giovane fanciulla, al punto che le sorelle, preoccupate, le si misero attorno per soccorrerla e cercare di farla scendere " NO, ferme!!" esclamò lei "il sentiero della conoooooooooscenzaaaaahhh.... è irto di difficoltaaaaaahhhhhh.... Ma bisogna percorrerlo fino in fondo...."
Gongola, inizialmente ebbe delle perplessità: le sue particolari inclinazioni non sembravano permetterle di utilizzare il burattino nel modo più corretto: anche proferendo le più audaci bugie, infatti, il rigonfiamento repentino del naso di Pinocchio non sembrava procurarle sollazzo alcuno...
Dopo qualche tentativo andato a vuoto, le premurose sorelle provvidero a consigliarle la maniera più opportuna di trarre giovamento della particolarità del burattino....
L'unica fanciulla che sembrava completamente disinteressata a tutto quel trambusto era Cucciola: lei era troppo piccola per queste cose, non riusciva neanche a capire perchè ci fosse una tale ressa per giocare con un burattino che a lei, per essere sinceri, non piaceva neanche... Meglio, molto meglio, giocare con la sua bambola preferita, la Barbie e la sua casa ( nella confezione-giocattolo che le avevano regalato per il suo compleanno c'era anche Ken Guerriero, ma a lei non era mai piaciuto e l'aveva lasciato nella scatola... ).
Non riuscendo a capire, Cucciola uscì di casa e chiamo la sua protettrice, la fatina buona... "Fatina, mia fatina" disse " mi spieghi come mai le mie sorelle sono tutte così esaltate per quel buffo burattino di legno mentre non vogliono mai giocare con la mia bellissima Barbie?"
"Chista è proprio scem " pensò tra sè e sè la fatina buona, che era di antica origine napoletana da parte di madre "Ma a te nisciuno t'ha mai spiegato nient?"
"Non capisco..." rispose Cucciola "Dimmi buona fatina, cosa avrebbero dovuto spiegarmi?"
"Va 'bbe" disse la fatina " Visto che nun se po' evità chist' scassamiento... Comminzamo subbito, accussì finiamo prima... Dunque, Cucciolotta, li tieni presenti li api?..."
E così la buona fatina cominciò a spiegare le cose della vita alla povera fanciulla...
Dopo due ore, stravolta, la fatina, visto che stava ancora parlando del polline e del pistillo, decise che il compito era troppo anche per lei: "Piccirì, 'cca nun se po' annari avanti accussì... Io nun c'la facciu cchiù... Vorrà dire che imparerai quannno sarà ora..." E se ne andò volando per l'aere splendente come una stella, lasciando la povera Cucciola smarrita con le sue domande... "Ma che c'entrano le api con la passera?" si chiese angosciata....
(segue)
La seconda parte è qui.... http://www.opsonline.it/forum/psicol...26-post63.html
La terza parte è qui.... http://www.opsonline.it/forum/psicol...84-post88.html
E questo è il finale.... http://www.opsonline.it/forum/psicol...3-post113.html








E magari, sembri pure serio, al lavoro


...

) per non cercare di alleggerirla con un sorriso, quando si può....



Effettivamente sono stato un po' pesante con lei....