
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Grazie di queste precisazioni, molto utili. E' giusto o almeno, adeguato quindi dire che l'Analisi Esistenziale mantiene una epistemologia di fondo che considera l'uomo da un punto di vista olistico, perciò secondo un'ottica fenomenologica-esistenziale, che costituisce poi la premessa allo sviluppo di molti modelli psicologici di tipo umanistico, cercando anche di integrarne alcune tecniche, quali alcune tipiche della gestalt, della terapia centratata sul cliente - tra cui fondamentalmente, l'acquisizione ed approfondimento del concetto di empatia, ad es.,- alcuni aspetti della bioenergetica o psicoenergetica, tecniche di comunicazione efficaci, per citarne solo alcune naturalmente, oltre a tecniche ipnotiche (che si rifanno a M. Erikson ed in Italia a Mosconi e Granoni) e che considera allora la logoterapia una delle tecniche possibili, da integrare nel proprio modello in un certo senso ancora in status nascendi? Cioé che mentre inizialmente l'analisi esistenziale nasceva come denominazione alternativa, data dallo B. F. e poi "costola" della logoterapia, si è poi costiutuita come terapia a sé, con una visione psicoantropologica dell'uomo - in tal senso, secondo me, può in parte essere accostata a Jung, in termini di Visione dell'Uomo - che ha avuto, a differenza della prima, ulteriore sviluppi e riconoscimenti, in termini di psicoterapia vera e propria, in molti paesi europei e non, come l'Austria, la Germania, che utilizza un approccio integrato ancora da definire pienamente per renderlo coerente con lo statuto epistemologico nel quale si riconosce?
In realtà, poi, a quanto so, é conosciuta e praticata anche in Italia, ed alcuni docenti della stessa, provengono dalla psicologia dinamica, nelle sue varie branche, almeno in parte, ma non con un riconoscimento a livello ufficiale.
Comunque, cos'é che rappresenta il vero punto di discrimine tra le due? Il fatto che la prima, dati i tempi della sua fondazione ed i suoi scopi, é una visione più prettamente fondata sulla filosofia e che su concetti della disciplina filosofica basa propri interventi, non preoccupandosi di distanziarsene mentre la seconda sta cercando di fondarsi con un proprio orientamento interno coerente all' epistemologia di riferimento, come psicoterapia di tipo "integrato"?
Che in dipendenza di ciò, la seconda, può essere più propriamente indicata per effettuare interventi in ambito psicopatologico, sia sintomatico che strutturale, rispetto alla prima?
Uno dei maggiori continuatori dell'opera di V. Franlò a liverllo europeo, é realmnte un certo Bob Langle? Che ha riformulato i presupposti alla vase dell'esistenza umana normale o "patologica", secondo una "scala di Motivazioni?", per alcuni paragonabile sotto alcuni aspetti a quella dell'americano A. Maslosw, dalla qualepurtuttasvia, si diffrenzia,per la maggiore incisività su determinati aspetti ed antinomie di risultati tra gli effetti a livello umano, delle motivazioni "soddisfatte o realizzate" e quelle "non soddisfatte o non realizzate"?
Ti ringrazio se puoi darci dei chiarimenti in merito ad alcuni di questi aspetti che sono oggetto anche di tuo interesse.
Ciao