Patterson capì di essere arrivato ormai alla fine della sua corsa. Mancavano solo pochi metri alla cima della collina, ma era sicuro, sicurissimo che non ce l'avrebbe mai fatta. Il caldo insopportabile aveva portato all'estremo lo stato di disidratazione, la luce abbagliante gli aveva gonfiato gli occhi e ormai faceva fatica a vedere... Lo stato di prostrazione indicibile in cui si trovava gli rendeva impossibile sollevarsi da terra e fare gli ultimi passi... Ma soprattutto, ormai Patterson si era rassegnato: anche se ci fosse riuscito ad arrivare in cima, che senso avrebbe avuto, non sarebbe cambiato nulla, era inutile, tutto inutile, tutto completamente privo di senso....
Ritornò col pensiero al momento in cui la vicenda era iniziata... A quando gli era stata comunicata la notizia, all'orgoglio che aveva subito provato...
E poi quando aveva saputo che sarebbe stato della partita anche anche Tony, Tony Miller, il suo migliore amico... Anzi, un fratello, forse più di un fratello per lui: avevano condiviso assieme tutto, fin dai tempi del college, tutto...
E sarebbero stati insieme anche in quella che sarebbe stata, senza ombra di dubbio, la prova più importante della loro vita.
Con loro, altri due amici, due bravissimi ragazzi, Floyd e Olson: insieme formavano una bella squadra, un gruppo affiatatissimo.
Si erano preparati a lungo, coscienziosamente e con tutto l'entusiasmo di cui erano capaci... Tutto era stato studiato nei minimi dettagli, tutto sarebbe dovuto andare come era stato preventivato...
E invece tutto era andato male.... Patterson ricordava ancora l'angoscia che aveva provato quando si era reso conto di essere salvo solo per miracolo, per un puro caso... Si era subito precipitato a salvare Tony e ci era riuscito per un soffio... Per Floyd e Olson, invece, non c'era stato niente da fare, era arrivato troppo tardi...
Non ci volle molto, però, a lui e a Tony per capire che la sorte dei due era stata, forse, più benigna di quella che attendeva loro....
Pure non avevano voluto arrendersi, anche se era una pazzia, una follia pura, avevano voluto provare lo stesso: tutto fuorché restare lì, inerti, ad attendere senza fare nulla che il proprio destino si compisse. La collina era alta, ma l'unica possibilità era cercare di superarla, di andare oltre... E sperare, potevano solo sperare...
Subito la fatica gli aveva tagliato le gambe e non ci volle molto per capire che in due non ce l'avrebbero fatta... E lì era successo quello che mai Patterson avrebbe pensato possibile, quello che mai avrebbe voluto succedesse... Come impazzito, Tony, il suo Tony, il fratello, il compagno di mille avventure, gli era saltato addosso, aveva tentato di ucciderlo...
Patterson aveva dovuto difendersi... E, alla fine, aveva avuto la meglio, era stato lui ad uccidere Tony... E a continuare da solo...
Un fremito percorse il corpo di Patterson: lui, proprio lui aveva ucciso il suo migliore amico, le sue mani si erano macchiate del suo sangue...... E per cosa, poi? Per niente, maledizione, non era servito a niente, nulla sarebbe potuto succedere, nulla avrebbe potuto cambiare...
Una rabbia cieca, un furore estremo si impadronì del corpo martoriato di Patterson: e, come una frustata, reagì con un ultimo balzo, un ultimo fremito di vita..
La cima della collina era raggiunta, era arrivato....
A tutto era preparato Patterson, a tutto, anche alle ipotesi più estreme... Ma non a quello, no, non a quello, quello non l'avrebbe mai potuto prevedere...
L'urlo atroce gli uscì dalla gola e risuonò a lungo, prima di trasformarsi in una risata sguaiata, indice del vento di follia che era penetrato nella sua mente e che mai più l'avrebbe abbandonato.







): per cui, almeno all'inizio, per farlo durare quanto più a lungo possibile, vi prego di fare solo domande a cui si possa rispondere con un si o con un no...,)


semplice all'apparenza, complesso nella sostanza.







)
grazie, appena possibile, ci proverò.

