Quoto in pieno Q/Stracci, è ciò che ho scritto anch'io e altri (la definizione di Counseling) in altro 3D ed è la stessa riportata nella Motivazione della sentenza. Ciò che ha fatto il "sedicente Counselor" (Corso biennale non specificato) è compiere un abuso vero e proprio, scavandosi la fossa con una "diagnosi"
scritta finale. In un caso che era evidentemente inadatto all'intervento di Counseling e il suo non è stato l'intervento di un Counselor, ma di un cialtrone maldestro che, essendo, tra l'altro, studente di Psicologia (all'epoca, oggi laureato in Psicologia, iscritto all'Ordine) doveva sapere benissimo cosa stava facendo e ancor più doveva saperlo lo psicologo-psicoterapeuta che l'ha invitato a farlo, cosa ancor più grave.
Ma questo non c'entra nulla con la professione di Counseling, vera, reale, seria, limitata nel tempo e, soprattutto, etica. Etica come sarebbe dovuto essere altrettanto etico il comportamento dello psicologo-psicoterapeuta che aveva in carico il problema della famiglia e del ragazzo.