
Originalmente inviato da
gieko
Però luigi non la metterei solo sul versante della resistenza, considerandola anche dal punto di vista culturale. Anche perchè direi che 50 anni fa pochi affrontavano i problemi psicologici, mentre oggi giorno l'utenza è molto più ampia e varigata.
Come diceva ikaro "arriva quello che arriva", sta al terapeuta portare a far emergere la domanda del paziente nel paziente, senza forzare in senso "ideologico". Perchè bisogna considerare anche che a volte ciò che ci sembrano "4 chiacchere" per la casalinga di Voghera sono questioni fondamentali. Si può fare una seduta, anche di psicoanalisi, parlando della lavatrice o dei bambini da prendere a scuola.
Ribadisco che il più delle volte sta al professionista non avere un atteggiamento consolatorio che renda la seduta una chiaccherata (in questo caso parlerei più di resistenze del terapeuta che non del paziente).
Saluti