La giornata di John Parker era iniziata male.
Quella mattina il Capo dell'FBI lo aveva chiamato personalmente e gli aveva imposto di abbandonare immediatamente tutti le indagini di cui si stava occupando ( proprio quando ormai il caso Kruger sembrava sul punto di essere risolto! ), lasciare New York e precipitarsi in quel posto sperduto al confine tra il Kentucky e il Missouri.
La macchina di servizio che l'aveva prelevato all'aeroporto di Louisville lo stava conducendo attraverso il deserto di una specie di "Ghost Town" industriale: le insegne che vedeva scorrere dal finestrino ( General Electric, Bell Technologies... ) parlavano di un'epoca lontana in cui quello che aveva davanti a lui doveva essere stato un polo industriale di eccellenza, mentre adesso, per i misteri dell'economia di mercato che Parker non aveva mai capito fino in fondo, era una zona desertificata abbandonata da Dio e dagli uomini.
Finalmente arrivarono a destinazione: una vecchia fabbrica abbandonata di prodotti chimici posta nel bel mezzo di una serie di capannoni industriali in rovina.
Parker si guardava intorno senza capire: ma questo era niente al confronto dello stupore che lo accolse non appena entrò dentro il recinto posto intorno al gigantesco capannone: un vero e proprio battaglione corazzato di marines in tenuta di guerra controllava ogni possibile accesso.
Quando l'auto di servizio si fermò, un drappello di marines con i mitra in pugno la circondarono e fecero uscire i componenti con le mani alzate...
Quindi, dopo averlo perquisito e aver controllato accuratamente i suoi documenti, lo fecero entrare nel grande capannone.
E qui la sorpresa di Parker aumentò ulteriormente: l'esterno del capannone era tanto dimesso e fatiscente quanto, invece, l'interno era rimesso a nuovo e brulicante di persone, in prevalenza militari, che correvano febbrilmente da una parte all'altra.
"Ciao vecchio mio": l'esclamazione alle spalle di Parker lo colse alla sprovvista. Ma alla sorpresa si sostituì immediatamente una profonda irritazione: era Murray, il maledetto Bill Murray, il pezzo grosso della CIA col quale, più volte, aveva avuto, a chiamarli eufemisticamente, "motivi di contrasto".
Era un gran bastardo, ma era innegabile che se lui, Parker, era il top dei segugi dell'FBI, Murray era il non plus ultra degli agenti CIA.
E se anche lui si trovava lì... Beh, allora voleva dire che la faccenda era grossa, grossa assai.
"Ciao filibustiere." rispose Parker "Credevo ti avessero fatto fuori".
"Ho la pellaccia dura, dovresti saperlo, non è facile liberarsi di me" rispose Murray, gioviale come al solito.
Poi, fatto si più serio "Deve essere una brutta storia, Parker, una di quelle rogne che non vorresti mai dover affrontare nella vita"
"Di che si tratta, Bill? Nessuno mi ha ancora detto niente"
"Neanche io so ancora nulla. Ci dirà tutto il Consigliere: ci aspetta per un briefing al comando"
Scortati da un drappello di marines, Murray e Parker furono introdotti in una grande sala riunioni.
Parker riconobbe subito colui che occupava il vertice del grande tavolo: era il Consigliere della Sicurezza del Presidente, la massima Autorità in questo campo, subito dopo il Presidente stesso. Con lui c'erano tutti i rappresentanti dei Servizi segreti militari e civili.
"Sarò breve" disse asciutto il Consigliere dopo le presentazioni di rito "Abbiamo un problema. Un mese fa c'è stato un tentativo di furto a Fort Knox, la sede della riserva aurea degli Stati Uniti".
Un brusio percorse immediatamente la sala. Fort Knox era un'istituzione leggendaria negli USA, nessuno pensava essere neanche lontanamente concepibile che qualcuno potesse commettere un furto proprio lì...
"No, non è successo niente di irreparabile... Dopo aver scavato una galleria sotterranea, i ladri sono arrivati sotto il pavimento corazzato del caveau e hanno applicato delle potenti cariche esplosive. Lo scoppio ha seriamente danneggiato le strutture della camera blindata, ma i sensori hanno fatto scattare subito l'allarme e i sistemi di sicurezza hanno funzionato a dovere. I sorveglianti sono arrivati subito: hanno trovato la talpa sotterranea abbandonata ma nessuna traccia degli attentatori. Comunque nessun lingotto era stato asportato."
" Tuttavia bisognava immediatamente spostare le 4167 tonnellate di oro per provvedere alle necessarie riparazioni della camera blindata.. Abbiamo trovato una soluzione temporanea grazie al qui presente Mister Crayle, che vedete al mio fianco. Mister Crayle, amico personale del Presidente, con alto spirito patriottico ha messo subito a disposizione del Governo questi capannoni di sua proprietà situati in questa zona deserta e facilmente controllabile per decine di miglia. Il trasporto è avvenuto di notte in condizioni di assoluta segretezza, sotto la scorta di due battaglioni dell'esercito e, come avrete già visto, la sorveglianza qui intorno è strettissima. Tuttavia, da fonte certa, abbiamo avuto notizia che un nuovo tentativo di furto verrà compiuto prima che i lavori a Fort Knox siano terminati. Abbiamo cercato di prendere tutte le precauzioni possibili facendo uno sforzo straordinario di uomini e mezzi, ma non basta: dobbiamo essere assolutamente sicuri che non ci sia nella nostra organizzazione qualche falla, magari un traditore che possa aiutare questi criminali dall'interno. Per questo vi ho chiamati qui... Voi siete i capi di tutti i servizi segreti militari e civili degli Stati Uniti: non c'è bisogno che vi spieghi che un furto a Fort Knox avrebbe effetti devastanti per la stessa credibilità economica, politica e militare della nostra Nazione... Mi aspetto che facciate tutto quanto possibile per evitare questo disastro"
Un brusio serpeggiò nuovamente nella grande sala.
Murray si alzò e domandò: "Possiamo fare un'ispezione di tutto l'impianto? vedere dove materialmente vengono conservati i lingotti, interrogare il personale addetto..."
"Ma certamente, Sig. Murray, da questo momento avete piena libertà di movimento nell'intera Area".
Accompagnato dalla scorta di marines, il gruppetto si mosse e venne portato nell'enorme caveau che era stato costruito a tempo di record. Attraverso una grande parete di vetro, poterono guardare così gli oltre 4 milioni di lingotti d'oro da un chilo l'uno... L'enorme massa di oro emanava una luce accecante: uno spettacolo che avrebbero difficilmente dimenticato.
Due civili stavano maneggiando il lingotti, spostandoli, rimettendoli a posto, catalogandoli...
"Chi sono quei due?" chiese Murray.
"Sono Smitherson e Jackson: insieme e Fairbanks che oggi è di riposo, sono i tre addetti alla manutenzione dei lingotti. Li tengono in ordine, li controllano ( ogni lingotto è numerato ) e li puliscono periodicamente" rispose l'ufficiale dei Marines che li accompagnava.
"Cosa c'è in quella stanza da dove stanno andando e venendo?" chiese Parker.
"Una grande vasca che viene usata per pulire, tramite sostanze speciali, i lingotti: molti di loro risalgono a decine e decine di anni fa e se non venissero regolarmente sgrassati, si opacizzerebbero."
Il gruppetto di visitatori passarono quindi ad ispezionare tutto il caveau senza notare niente di rilevante. Anche la stanza attigua con la grande vasca non mostrava segni particolari. Tutto era illuminato da potenti riflettori ad alto potenziale e non c'erano parti in ombra. Parker venne incuriosito dall'odore di verbenia che si respirava dappertutto "E' per coprire l'odore di chiuso che ristagna permanentemente qui dentro, visto che non ci sono finestre o aperture di altro tipo" rispose a precisa domanda Jackson, uno degli addetti.
Il gruppo di visitatori si avviò quindi all'uscita del caveau, attraversando uno speciale rivelatore di metalli in grado di identificare anche minime quantità di oro.
Parker, che aveva un dente d'oro, fece suonare l'allarme e dovette subire una minuziosa perquisizione personale.
Ritornati nella sala riunioni, ritrovarono il Consigliere della Sicurezza.
"Allora, Signori, vi siete fatti un'idea degli ulteriori provvedimenti che potremmo prendere per evitare anche la più remota possibilità che un furto possa essere perpetrato qui?"
Parker tossicchiò.
"Signor Consigliere" disse con l'espressione stanca "io non credo che ci sia un pericolo generico di un furto. Io credo che il furto sia stato già in parte commesso. E che continui ancora adesso, regolarmente sotto i nostri occhi"













o hai paura della reazione di nadir? 

io queste cose non le faccio, per me il matrimonio è sacro...




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