ciao a tutte, non so bene se sono nella parte corretta del forum, però se qualcuno può darmi un consiglio..ne sarei molto grata!
stamattina ho avuto un colloquio con un ragazzino di 12 anni che è entrato in crisi dopo essere stato operato di appendicite.
praticamente dice di aver avuto paura di and in ospedale e soprattutto l'ha spaventato la velocità con cui tutto è successo.
Nel suo percorso di vita fino ad ora ha avuto alcuni ricoveri:
uno all'età di 40 gg per il piloro
uno per adenoidi all'età di 4 anni
e poi durante le elementari ha avuto spesso problemi di mal di testa, mal di pancia, influenze, polmonite
durante il colloquio mi ha raccontato alcune cose e la mia impressione è che sia ancora molto legato alla famiglia e soprattutto alla mamma
la cosa strana e che mi ha fatto pensare è che la mamma dorme in camere cn lui perchè il "papà russa" (così dice il ragazzino) ed inoltre che il ragazzino tutte le mattine si sveglia prima che la mamma vada via perchè vuole salutarla prima del lavoro
lui abita in provincia e va a scuola in centro città e viene accompagnato dalla mamma alla mattina e poi il pome lo prendono i nonni e poi rimane cn loro nel pomeriggio.
a scuola va bene( media del 7) e dice che ci va volentieri perchè ci sono i suoi amici storici, anche se poi durante tutta l'estate li ha visti pochissime volte.
lui dice che a casa nn ci sono problemi fra i genitori e nemmeno lui ha problemi con loro
i suoi interessi al momento sono decoupage e inizierà a suonare la batteria,
gli piace la cucina
ha fatto pattinaggio artistico e l'ultimo anno basket ma nn gli è piaciuto
Durante il colloquio abbiamo accennato al suo star male legato al pensiero dell'ospedale e appena ha iniziato a parlarne, gli sono venuti subito gli occhi lucidi e ha iniziato a piangere.
Mi riferisce che non ci sono stati elementi traumatici e che mentre è stato lì sono and a trovarlo i nonni, gli zii e qualche amico. però dice che solo a pensarci si agita e sta male.
io ho notato un atteggiamento alquanto inibito durante il colloquio, infatti era molto difficile fargli dire le cose e inoltre qs legame con la madre mi ha un po' fatto pensare
ho pensato anche al momento particolare dello sviluppo in cui si trova e quindi ai cambiamenti sia fisici che psicologici e alla confusione sull'identità.
ho fissato un altro colloquio con lui la prox sett. secondo voi come potrei muovermi? ci sono vari elementi e vorrei avere altri pareri
grazie!!!!







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