Perchè il comportamento di un individuo come reazione ad una determinata situazione dolorosa come un lutto, una separazione, una malattia, un tracollo economico, è diverso da quello che altri individui manifesterebbero in situazioni analoghe?
Perchè il comportamento di un individuo come reazione ad una determinata situazione dolorosa come un lutto, una separazione, una malattia, un tracollo economico, è diverso da quello che altri individui manifesterebbero in situazioni analoghe?
FRANCESCA
Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)
Perché siamo diversi. E' lì il bello della vita.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Mah, sai.- Non credo mi piacerebbe come essere umano. Ogni volta che incontrassi qualcuno incontrerei una copia di me stesso. Sai che barba...
E poi, mica è obbligatorio fare il terapeuta, nella vita.
Però, se ti va di togliermi una curiosità: come mai hai postato questa domanda?
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Vuoi dire perché ad es. in una situazione di lutto, una persona piange, urla e si piega in due, cercando il conforto di tutti, mentre un'altra, nell'identica situazione, "piange" silenziosamente e non ha voglia di vedere e parlare con nessuno?
Ma questa é una domanda sulla reazione delle "diverse" strutture di personalità (e relativa rigidità) in situazioni analoghe?
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Perchè io piango per una scena commovente di un film, mentre altri non ne sono minimamente turbati?
Vedo attorno a me individui che sono felici ed equilibrati pur avendo una vita complicata e piena di guai e altri nevrotici e "fuori di testa" anche se la vita con loro è stata più generosa. Sarà banale, ma mi chiedo sempre come mai avviene questo.
Sicuramente il concetto di "struttura" di cui parla sempre Gieko, in questo caso ci fornisce la risposta. La psiche di ogni individuo ha una struttura unica e differente a tutte le altre. Strutture particolarmente equilibrate, solide e flessibili riescono a far fronte a situazioni molto gravi, reagendo e superando coraggiosamente la sofferenza, altre più fragili e sensibili non possiedono la capacità di affrontare eventi traumatici; li vivono come ostacoli insormontabili, il loro sistema nervoso crolla e possono cadere in depressione o avere altre gravi reazioni. E allora si chiede aiuto e sostegno psicologico ad un professionista, che dovrebbe riuscire a cambiare elaborando i nuclei patologici questo assetto strutturale patologico della psiche.
Scusate se ripropongo il solito dilemma: il modo di essere della struttura psichica è dovuto a motivi genetici(natura), o all'influenza che ha subito dalla famiglia o dalla società(cultura)?E se prevale l'influenza genetica, può la struttura psichica di un soggetto essere modificata?
Mi scuso se ho posto un quesito sciocco. Per me non lo è.
Ciao
Ultima modifica di francesca63 : 09-09-2009 alle ore 19.22.09
FRANCESCA
Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)
Mi viene in mente una parola bellissima...resilienza...
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
Il problema "Natura e Cultura" é stato affrontato da un specifico indirizzo di Antropologia Culturale (Ruth Beneditc, Malinoswky, Margaret Mead.....) che prende proprio questo nome e che é strettamente connesso ad una grande parte del pensiero psicoanalitico del '900. (Un autore picoanalitico americano che si é interessato al problema della struttura e relative influenze - natura e cultura, anche con delle ricerche- é Erik Erikson
Altri autori in tal senso, sono Kardiner, Devereux....
Ultima modifica di RosadiMaggio : 09-09-2009 alle ore 19.21.16
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
credo dipenda da entrambi i fattori....ma sicuramente la parte "grossa" è fatta dall'ambiente!
Una persona può anche essere predisposta a comportarsi in un certo modo....ma se l'ambiente sarà favorevole ha ottime possibilità di acquisire modalità positive....viceversa incrementerà quelle negative!
è difficile Francesca, dare una risposta univoca, contribuiscono sicuramente entrambi i fattori: "genetico ed ambientali".
La famiglia fa parte della società di riferimento, anche nelle pratiche educative e/o diseducative, non ne é avulsa; ed anche la famiglia di cui il singolo fa parte, rappresenta un sistema con dei sottosistemi "sociali" ed interattivi interni.
Che significa se prevale l'influenza genetica, può la struttura di un individuo essere modificata? Qual'é il punto di partenza di questa tua domanda, per nulla sciocca? A cosa ti riferisci in particolare?
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
la ricerca sullo stress (che è uno dei campi più prolifici della ricerca psicologica) ha dimostrato che tra l'individuo e la fonte di stress intervengono delle variabili cognitive , perciò lo stesso evento viene valutato in modo diverso da ogni individuo, e a seconda del significato che assume per quella persona diventa più o meno stressante.
Il discorso ovviamente è molto complesso, questa è una megasintesi.
U. Galimberti nel suo dizionario di psicolologia 'le garzantine', alla voce genetica, sostiene che "per quanto riguarda i caratteri comportamentali, il problema non è decidere tra ereditareità e ambiente, dove l'interazione è ammessa da tutti in quanto nessun organismo può crescere e svilupparsi senza il sostegno dell'ambiente, ma di apprendere le limitazioni imposte dall'ereditarietà al potenziale evolutivo dell'individuo. Per le malattie mentali il fattore ereditaio è considerato un substrato organico predisponente, mentre è l'ambiente a far nascere su questo terreno favorevole le alterazioni patologiche. Ci sono studi che avanzano l'ipotesi che la depressione endogena si trasmetta geneticamente attraverso il cromosoma x".
La mia domanda si riferiva proprio a questo: se un paziente è depresso , come lo è ad esempio la madre, avendo ricevuto da lei questa predisposizione genetica, può una terapia psicoanalitica cambiare questa struttura psichica, sanare questo tipo di patologia? Si potrànno elaborare tutte le situazioni ambientali , le dinamiche relazionali che hanno contribuito alla depressione, ma si potrànno mai modificare quei fattori ereditari innati nell'organizzazione psichica di quell'individuo?
Ciao
FRANCESCA
Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)
Ciao Francesca,grazie della risposta; avevo intuito che potessi riferirti a forme depressive, (e forse, ad altro) ad es. di cui si riconosce la predisposizione genetica come fattore di vulnerabilità che potrebbe essere rafforzato da specifici rapporti interpersonali con il caregiver e l'ambiente.
Per quanto riguarda più nello specifico la genetica, ti riferisci a depressione in generale o/e a forme di depressione maggiore e a forme Bipolari, dove in quest'ultime, la familiarità, sembra piuttosto ben comprovata, dato che spesso più membri di diverse generazioni di una stessa famiglia ne soffrono?
Interessante la tua domanda sulle modifiche possibili sui "fattori genetici" intervenendo sulla "struttura" psichica, nelle situazioni che citi.
Forse però, bisognerebbe vedere anche se la madre era "geneticamente" predisposta oppure il suo comportamento, anche di cura del bambino, si era organizzato e riorganizzato intorno ad eventi di vita a causa dei quali aveva sviluppato una grave depressione che comunque, comporta modifiche a livello neurochimico.
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Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
gieko