Ecco come promesso la nuova storia
Ma credo proprio che, stando così le cose, sarà una delle mie ultime se non l'ultima storia pubblicata...
Ma di questo parleremo nell'altro thread...
Ora si gioca
Ricordo le regole:
- porre domande a cui poter rispondere sì o no;
- eventuali domande per risolvere equivoci o fraintendimenti riceveranno una risposta diversa - più o meno - che contribuiranno a chiarire (si spera non troppo) il quadro;
- chi dovesse già capire tutto fin dalla prima lettura, è pregato/a di inviarmi la soluzione tramite MP.
E detto questo... buona lettura
Coll'invito ad accontentarvi per com'è scritta e com'è la storia
Le prossime volte andrà meglio, ci si augura
UNA SPERANZA
La donna al centro della sala sedeva muta e immobile. Attorno a lei il silenzio, solo, lontani, gli echi di un mondo indifferente e crudele.
L'unico segno di vita, uno scintillio negli occhi azzurri, cupi come le profondità del mare.
Poi, il suo corpo ebbe un sussulto e le lacrime iniziarono a scorrerle lungo le guance. La bocca sorrideva, di gioia e soddisfazione.
Finalmente! Da quanto tempo non si sentiva così!
Forse era riuscita ad arrivare a qualcosa. Forse era giunta a qualche risultato.
Che sensazione nuova. E che sollievo.
Era bello poter tornare a vivere, almeno in un'illusione.
Si augurò che quella sensazione diventasse reale, prima o poi.
Quel lontano giorno di novembre la sua vita era bruscamente cambiata. In peggio. Allora ne aveva solo un vago sentore, non poteva assolutamente capire la portata di tale sconvolgimento.
Nei giorni a venire avrebbe ricordato bene quel momento, le sensazioni provate, la paura, l'orrore, l'odio.
Avrebbe sempre continuato a cercare le sue risposte, un sollievo dai suoi tormenti, una via d'uscita da quell'incubo.
Qualche anno dopo, quando poteva, sì, comprendere ciò che le era accaduto, aveva ripreso con più forza e più convinzione il cammino verso la verità.
Ma la fortuna non era stata dalla sua parte. Il suo orizzonte era desolante e vuoto. Nessuna risposta, nessuna luce, nessuna salvezza. Forse perché troppo piccole, forse perché non c'erano
o non riusciva a vederle.
E quanto fu grande l'amarezza!
Perché allora tutto quel lungo cammino di sofferenza, perché patire in quel modo, sentire il dolore nella carne, nel cuore?
Anche queste domande erano rimaste senza risposta.
Ed era cominciato il lungo calvario dell'autocommiserazione, del raccoglimento in sé, dell'obbligarsi a credere che ogni sforzo era inutile, che il suo viaggio mancava di senso, che la sua stessa vita era priva di senso.
Percepiva a stento come sarebbe finita. Ma riusciva a distinguere bene il buio là nel fondo.
Fino a quella sera...
Fin dall'inizio aveva provato la sensazione di un qualcosa di familiare. Come un messaggio da un recesso della sua mente, una zona oscura, in una lingua a lei conosciuta. Però, per tutto il tempo non aveva saputo decifrare quel messaggio.
Fino a quando...
Sì. Ora sapeva. Ora sentiva. Ecco un elemento, un risultato, la risposta che aveva sempre cercato. Che fosse una coincidenza? Non lo credeva.
Non poteva esserne sicura completamente, ma perché evitare di percorrere anche quella strada? Non aveva nulla da perdere in fondo.
Si asciugò le lacrime e se ne andò dalla sala.
"Coraggio Angela, presto troverai le tue risposte" si disse.
Lo sperava... lo voleva sperare... perché, se non fosse stato così, sarebbe sicuramente accaduto qualcosa di orribile.
Una volta in strada, si fermò vicino a un edicola e chiamò un taxi.
Volse lo sguardo al cielo.
Sarebbe stata la notte della verità. La notte della speranza. Della salvezza.
Del ritorno alla vita.
A voi![]()
Non so però quando potrò rispondere alle vostre domandenon con sicurezza matematica almeno
Al momento sono presente![]()









) il quadro;



