Ecco, come promesso, la nuova storia... un mistero nulla di che, facile facile, a mio parere, per passare il tempo
Le regole le conoscete tutti, quindi credo di non doverle ripetere
Raccomando solo, assolutamente, trattandosi di un mistero semplice - neanche un mistero, alla fine- di postare la soluzione a me tramite PM, casomai riusciste a capire tutto fin dal principio... com'è vostra abitudine, da astute volpi quale siete
In questa storia ho aggiunto anche delle note a margine per evitare fraintendimenti... ma solo a livello di comprensione, a livello letterario, non di mistero...
Buona lettura... spero sia piacevole e interessata
IL BUIO ATTORNO
Antonio mosse debolmente il braccio e lo spostò poco più in avanti. Strinse i denti per lo sforzo. Ogni parte del corpo gli pesava come una tonnellata. Il suolo era freddo e duro. Antonio allungò il collo, portò avanti le braccia, poi le gambe e così di seguito, senza perdere tempo. Una fatica immane. E sentiva anche di non riuscire a spostarsi più di qualche centimetro, per quanto ci provasse. L'amarezza gli trafisse il cuore.
Per l'ennesima volta, sfinito, sentì il desiderio di arrendersi, di farla finita una volta per tutte.
Poi, con l'energia della disperazione, decise che no, doveva continuare a lottare, che tutto quello che aveva fatto doveva servire a qualcosa, non poteva portare a niente... e allora si mosse, ancora, ancora un poco, qualche centimetro in più, verso una destinazione che nemmeno lui conosceva bene. Ma continuò, avanzò ancora, sfruttando ogni briciolo dell'energia che gli rimaneva.
Mentre portava avanti le braccia, e cercava finalmente di issarsi su di quelle per poter tornare a camminare e guadagnare velocità, allungò ancora di più il collo e guardò alla sua sinistra, in alto, sopra il muro. Claudia era ancora là, lo sguardo inorridito, gli occhi terrorizzati, il corpo vibrante di speranza.
Tutti motivi che lo spinsero a combattere e a non abbandonare i suoi propositi.
Avanzò ancora.
Doveva farcela.
Ora era la mente ad assalirlo. Lampi di luce dal passato, lucidi istanti ormai fissati nella memoria che l'avrebbero tormentato per sempre.
Un movimento brusco, una distrazione...
L'impatto col suolo...
Una fitta alla caviglia...
Grida di esultanza, confusione tutt'intorno...
Il ricordo di parole dette poco prima, parole che in qualsiasi altra situazione non avrebbero sortito alcun effetto, ma che ora (*) gli facevano sorgere un moto d'orrore dentro...
Il panico negli occhi di lei...
La sua (**) bocca che si apriva e si chiudeva ripetutamente, senza parlare, senza emettere suoni...
La sua paura...
Poi il buio. Il buio attorno.
Il tempo si è come fermato, il mondo esterno sembra scomparso all'improvviso, la vita sembra scivolare via, a poco a poco, inesorabilmente.
E' la fine. Infiniti attimi di pace e immobilità.
Poi, il risveglio.
Antonio provò a sostenere lo sguardo di Claudia e cercò di trarne forza. Si ripeté più volte che doveva farcela, per lui, per lei, che non aveva senso aver combattuto così a lungo se poi era destinato a perdere.
Non seppe se si era trattato di un miracolo, dei misteriosi poteri dell'autosuggestione o se il suo corpo aveva avuto come una ripresa spontanea... ma, dopo qualche istante, riuscì a trovare la forza sufficiente per far reggere alle mani il peso dell'intero corpo, spingersi all'indietro con le braccia e tornare in piedi. Ora la visuale era migliore, e migliore la prospettiva di fuga.
Con gli ultimi barlumi di lucidità che gli restavano cercò di abituare gli occhi alla nuova visuale, poi, dopo qualche istante, si lanciò verso il primo vicolo che trovò, il primo spazio stretto a sufficienza per il suo corpo, vi corse dentro per qualche metro, poi le gambe gli cedettero e cadde di schianto al suolo. Il buio gli si fece di nuovo attorno.
Quando riaprì gli occhi, molte ore dopo, non sapeva chi era né dove si trovava, ma la presenza di un volto candido e delicato al suo fianco gli fece capire con assoluta certezza che il buio attorno a lui era scomparso, e che vi era spazio solamente per un'oasi di pace e di imminente felicità.
* L'ora e il ricordo sono riferiti al presente nel flashback.
** La sua bocca e la sua paura sono sempre riferite a lei, per non ripetere a ogni frase "di lei" e appesantire il testo.
A voi
Se vi dovessero essere incomprensioni come quelle sottolineate sopra, non esitate a dirmelo, per evitare di complicare e in un certo senso rovinare il gioco inutilmente![]()








- di postare la soluzione a me tramite PM, casomai riusciste a capire tutto fin dal principio... com'è vostra abitudine, da astute volpi quale siete 





