La visione dei filmati della Questura fuga tutte le perplessità di mamme e papà dopo l'arresto delle due educatrici. Ed è forte il loro shock nell'osservare i loro bambini malmenati dalle maestre, capelli tirati, costretti a mangiare il loro vomito. Un lager, l'asilo nido "Cip-Ciop" di Pistoia.
«Un orrore quotidiano». Dice così Ornella Galeotti, il sostituto procuratore che sta indagando sui bambini maltrattati dalle maestre nell´asilo Il giardino dell´infanzia, «Cip Ciop» di Pistoia. Allunga il passo in corridoio il magistrato, ha trascorso la notte in bianco a guardare i cd appena consegnati dalla polizia con le immagini delle registrazioni: «Schiaffi in viso a bambini di pochi mesi, ceffoni in testa, piccoli presi per i capelli e costretti ad aprile la bocca per mangiare, bavagli premuti sul viso per costringerli a deglutire».
«Gli accertamenti sono partiti ad agosto - spiega il sostituto procuratore Galeotti - Un genitore aveva denunciato in un esposto i suoi sospetti, aveva osservato un disagio soprattutto psicologico di suo figlio. Abbiamo approfondito la cosa, siamo andati ad ascoltare insegnanti che avevano lasciato la struttura e le famiglie di bambini che si erano ritirati dall´asilo. Segnalazioni di maltrattamenti ce ne sono anche dal 2000-2001 quando l´asilo avevano un altro nome».
La polizia comincia a far domande: «Volevamo capire il perché di quel disagio». C´erano piccoli che si svegliavano piangendo la notte, quelli che improvvisamente si rifiutavano di mangiare, uno che aveva un arrossamento al labbro. Segnali che presi singolarmente non portavano a niente, ma che messi tutti insieme contribuivano ad alimentare le ombre su
quello che accadeva dietro il cancello di ferro giallo e rosso.
Così i magistrati pistoiesi decidono di installare le telecamere: «Un sistema di videosorveglianza, non una vera e propria intercettazione ambientale - spiega il capo della squadra mobile Antonio Fusco - tanto che non abbiamo i dialoghi e le voci, ma soltanto le immagini». Chiare però. «Si vedono bambini picchiati sulla testa, sul viso, sul sedere - riferisce turbata il sostituto procuratore - . Bambini che piangono. Costretti a stare fermi e immobili, lasciati nelle stanze buie, scossi con forza, tirati su per un braccio». L´ultimo episodio ieri mattina: «Vediamo un bambino piccolo di otto dieci mesi che sembra vomitare - racconta un poliziotto - , arriva la direttrice e gli dà uno schiaffo, lui cade a terra, la donna lo solleva prendendolo per un braccio con violenza». Scattano gli arresti per le maestre. «Non potevamo attendere oltre» aggiunge il procuratore Renzo Dell´Anno. Le due educatrici vengono portate via sotto gli occhi dei bambini che però non restano soli, all´interno c´è un´altra maestra che non è toccata dai provvedimenti e una cuoca che piange e dice «io non capisco perché hanno portato via Laura ed Elena».
( Articolo tratto dalla Repubblica).
Dico solo ma come si fa? poveri bambini... ieri sera al telegiornale ho sentito che una mamma si era insospettita perchè la figlia chiudeva la bambola a chiave nell'armadio. Odio la violenza in generale ma quando ci sono di mezzo i bambini mi si spezza il cuore ( piccole vittime indifese ).








anche sul fatto che un titolo di laurea non sia esauriente per formare le insegnanti;non è così 'automatico': ci vuole anche disposizione interiore, maturiità affettiva per relazionarsi positivamente con i bambini...