Ecco la mia nuova storia...
Non ripeterò le solite regole che ormai conoscete a memoria...
Dico solo che, se mai dovesse capitare - probabilissimo - che qualcuno di voi scopra fin da subito la soluzione, mi invii la sua ipotesi/risposta tramite MP... non dico di postarmi ogni vostra ipotesi, ma quella che vi sembra, contro ogni evidenza, quella giusta: una per la quale direste "Non può essere che così, è senz'altro così..."![]()
Voi postate le vostre domande in queste ore, io vi risponderò tra un pò... meglio stare in forma buona invece che delirare e magari equivocare ogni vostra parola![]()
Buona lettura
LA CADUTA DELLE ILLUSIONI
Era una giornata bellissima, Marco non ne aveva viste di migliori. Tempo splendido, l’aria calda senza essere soffocante, il cielo una distesa di zaffiro, neanche una nuvola, la luce che risplendeva su ogni cosa… Pure gli uccellini cantavano, a lodare quello spettacolo che si parava ai loro occhi. Da restare senza fiato.
Marco mise la terza e sospirò di soddisfazione.
Rientrava da una lunga giornata di lavoro e non vedeva l'ora di riabbracciare Giulia. Che donna splendida. Ma come aveva fatto a incontrare una come lei? Praticamente senza difetti, meravigliosa in tutto. Quel giorno era stato veramente fortunato. Non aveva smesso di ringraziare il cielo da quella volta.
Ora che gli aveva dato quella stupenda notizia, se possibile, la trovava ancora più splendida, l'amava ancora di più.
“Va tutto a posto” pensò a un certo momento, in attesa che partisse il verde. “Oggi è un giorno perfetto, tutto va come deve andare...”
Un pensiero che presto s'infranse contro la dura realtà...
E dire che conosceva bene quelle strade, le aveva fatte centinaia di volte. Forse l'eccessiva luce l'aveva abbagliato, forse l'abitudine non aveva risvegliato la sua attenzione, o almeno non abbastanza; o forse i suoi sogni a occhi aperti l'avevano distratto dalla guida, rendendolo non completamente cosciente delle sue azioni e dei suoi movimenti...
Troppo tardi vide la macchina che veniva da sinistra e cercava di entrare nella strada dove si trovava lui...
Il colpo lo fece sussultare, divenne pallido, sudò freddo, la bocca rimase immobile, mentre i suoi sogni scomparivano, come bolle di sapone.
Dall'altra macchina scese una donna, dall'aria visibilmente irata, mentre tutt'attorno iniziavano a comparire i primi curiosi.
“Ma, senta un po'” iniziò “ma dove ha gli occhi lei, giovanotto? Dove stava guardando? Ha visto che ha combinato?” col braccio indicò la vistosa ammaccatura sul lato destro, poco distante dallo sportello.
Marco, tutto tremante, iniziò a scendere dalla macchina.
“No, no, mi scusi, io... io... non l'ho vista, mi scusi, non mi sono accorto, devo essermi distratto...”
“Eh, distratto, distratto! Ma che guidava, con gli occhi chiusi? Che fa, come quei figli di... non mi faccia parlare!, quei motociclisti che vengono il sabato sera e strombazzano nelle strade? Ogni volta mi tocca sentire i loro clacson assordanti, quelle ruote che fanno un baccano del diavolo, e non si riesce a dormire! Fa come quelli là, per caso?”
“No, le giuro, io...”
“E ringrazi che non mi sono fatta niente, altrimenti gliela facevo passare io la voglia di guidare! Intanto la sua macchina non la vedrà per un po', stia sicuro!”
Marco deglutì e non disse nulla.
In meno di mezzo minuto dal paradiso era precipitato nell'inferno più totale.
E non vedeva alcuna via d'uscita.
Sospirò d'angoscia, provando la morte nel cuore.
Che stupido era stato, a distrarsi, così, in quel modo! Ma come aveva potuto fare una sciocchezza del genere? Gli venne in mente una frase del suo vecchio istruttore: “Mente sempre concentrata sulla guida, da quando apri a quando chiudi lo sportello”... quella massima non gli sarebbe mai più uscita di mente, di questo era sicuro.
Sospirò di nuovo, con la voglia di chiudere gli occhi, scappare via, evadere da quel mondo.
Cupi pensieri lo tormentarono, e lui decise di riaprire gli occhi di scatto, come a volerli scacciare.
Si guardò attorno, come in cerca di un appiglio, di un riparo. Un imbecille lì vicino osservava la scena con un sorriso beffardo. Un gruppo di signore commentava ogni particolare a gran voce, facendosi sentire da tutti. La donna, ancora alterata, scambiò qualche parola con un uomo, sui quarant'anni, baffi scuri... la donna lo chiamava “Ste”. Arrivò poi un vigile, conosciuto da tutti in paese, Luigi, che iniziò a dare un'occhiata alla situazione... la donna scambiò qualche parola anche con lui.
Marco si mise le mani nei capelli mentre gli occhi iniziavano a diventare lucidi.
Giulia! Chissà dov'era in quel momento, cosa stava pensando... si stava preoccupando? Marco l'aveva abituata a certi orari di rientro, ed era un po' apprensiva... non vedendolo arrivare, magari, chissà, avrebbe iniziato a fare qualche telefonata. Si sarebbe informata da qualche conoscente, dai suoi amici... avrebbe chiamato gli ospedali?
Marco trattenne un urlo.
Le gambe parvero cedergli, tremavano vistosamente, sembravano muoversi da sole. Qualcuno lo guardò con compassione.
Decise di fissare la scena davanti a lui un'altra volta, forse l'ultima volta... dopo quella vicenda la sua vita non sarebbe stata più la stessa.
Ma quale visione lo attendeva!
La donna era scoppiata a piangere, ma non c'era traccia di tristezza nei suoi occhi. Sorrideva, rideva quasi; e si avvicinò a Marco cercando di abbracciarlo. Mormorò qualche parola confusa mentre stava stretto a lui.
Lui rimase a guardarla, impalato, immobile, pieno di muta sorpresa...
Dopo che la donna ebbe raccontato tutto, Marco provò un senso di pace. Finalmente tutto tornò come prima, il cielo azzurro, gli uccelli che cinguettavano, la luce che risplendeva su ogni cosa. Tutti sembravano felici, lei più di tutti.
Quando vide l'ora, il primo pensiero corse a Giulia: chissà come doveva essere in pensiero in quel momento! Le parlò, la tranquillizzò, poi giurò che avrebbe fatto di tutto per essere da lei il prima possibile. Non si era fatto niente, ripeté più volte.
Marco ripensò a tutti gli avvenimenti di quel giorno, ai momenti vissuti, alle emozioni provate, a tutti gli accadimenti che in qualche modo avevano cambiato la sua vita.
Sì, pensò, forse era quella la giornata più bella che avesse mai vissuto.
A voi
P.S. Nella forma, può ricordare un giallo-quiz: ecco perchè l'ho chiamato così...
La scrittura lascia un pò a desiderare, ma volevo sfumare la prosa per far pervenire meglio il mistero ai vostri occhi![]()












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- perchè mi interessa la loro umanità, la loro debolezza... I personaggi forti arriveranno nelle mie storie... l'umanità è talmente variegata che per ogni caratteristica c'è una vasta gamma di tipi...