Le nozze.
Don Oreste stava prodigandosi in una delle sue lunghissime omelie.
Elena e Fabio lo ascoltavano attenti, ogni tanto rivolgevano lo sguardo l’una verso l’altro, emozionati e sorridenti.
Gli invitati invece apparivano tutt’altro che entusiasti nell’ascoltare il prolisso sacerdote.
Già era difficile digerire un matrimonio celebrato alle 3 del pomeriggio del 22 agosto in una chiesetta piccolissima e senza aria condizionata, figuriamoci se ci si metteva pure un prete privo di quella cariità cristiana, che pure avrebbe dovuto avere, che costringeva quei poveri invitati, acchittati di tutto punto, ad una celebrazione che stava sfiorando le 2 ore.
Seduti in prima fila c’erano Carlo e Roberta, genitori dello sposo.
Carlo, generale dell’esercito ormai in pensione da qualche anno, era stato sempre un padre molto duro e severo con i propri figli, ma in fondo aveva un animo sensibile che tendeva a nascondere, forse per pudore. Ed eccolo lì, infatti, che tentava in tutti i modi di non lasciarsi andare alla commozione.
Accanto, la moglie, stringeva in una mano il fazzoletto con il quale ogni tanto asciugava le lacrime e con l’altra si faceva un po’ d’aria con il ventaglio.
Roberta, a dirla tutta, non era stata molto contenta di questo matrimonio; riteneva che Elena non fosse all’altezza di suo figlio, troppo scialba, troppo provinciale…o forse, molto semplicemente, nessuna sarebbe mai stata la donna adatta a lui.
La madre non aveva mai fatto mistero dell’amore forte e morboso nei confronti di Fabio, il figlio prediletto. Continuava a trattarlo come un bambino nonostante avesse passato la trentina, il suo bambino, e questo era stato motivo di litigio tra i due fidanzati.
Anche Martina, sorella più piccola di Fabio, aveva sofferto di questa evidente preferenza della madre nei confronti del fratello. Questo, negli anni aveva generato un clima di tensione tra tutti i membri della famiglia.
Martina era ovviamente felice per il fratello, ma non poteva non provare, anche in quel giorno, una punta di invidia verso colui che aveva assorbito tutto l’affetto di sua madre e che adesso stava coronando anche il suo sogno d’amore, mentre lei non era riuscita a trovare qualcuno che potesse colmare questo immenso bisogno d’affetto che sentiva crescere sempre di più.
Seduti dall’altro lato della chiesa, i genitori di Elena, una coppia separata ormai da parecchi anni.
La madre della ragazza non passava certo inosservata: i capelli cotonati, biondo platino, sembravano risplendere nella penombra della chiesa, per non parlare del vestito attillato rosso fuoco; a Don Oreste per poco non venne un infarto quando la vide entrare in chiesa così conciata.
Matilde era una donna ancora molto piacente nonostante l’età che avanzava, però la sua voglia di mettersi in mostra a tutti i costi, il più delle volte, la faceva scendere nel ridicolo.
Probabilmente anche la sua predilezione per uomini molto più giovani di lei la portava ad atteggiarsi come un’adolescente e a mettersi in competizione con ragazze che avevano 20 anni meno di lei.
Per questo il rapporto con Elena era sempre stato contrastante…tra di loro vi era un grande amore, alcune volte anche complicità, ma la ragazza avvertiva questa competizione innaturale con la madre.
Marco, il padre di Elena, invece, era un uomo molto posato che mal sopportava le intemperanze dell’avvenente ex moglie. Ben presto si era accorto che l’esuberanza di Matilde era difficile da contenere, o molto più semplicemente, lui si era stancato di farlo.
Da qualche anno aveva conosciuto un’altra donna, probabilmente meno bella della sua ex, ma adesso anche i suoi occhi avevano acquistato una nuova luce.
Era finalmente innamorato e felice.
Cristian, testimone di Elena guardava con impazienza l’orologio.
Si sentiva soffocare in quella chiesa, sia per il caldo, sia perché i luoghi sacri gli stavano stretti per natura. Non entrava in una chiesa da diversi anni e si era ripromesso che non lo avrebbe fatto nuovamente per molto tempo.
Ovviamente non aveva potuto esimersi dal farlo in quella occasione importante per Elena, per la quale provava un affetto molto più forte della semplice amicizia.
Elena la conosceva sin dal liceo, la conosceva meglio di chiunque altro, compreso Fabio e lo stesso poteva dire Elena di lui.
La ragazza sapeva che non sarebbe stato facile per lui essere presente in quella occasione, che gli stava chiedendo un grosso favore, ma, anche egoisticamente da parte sua, era importante che Cristian ci fosse anche in questo importante momento della sua vita.
- Su voi tutti, che avete partecipato a questa liturgia nuziale, scenda la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio X e Spirito Santo.
E adesso fratelli e sorelle facciamo un bell’applauso a questa nuova coppia!- disse finalmente Don Oreste tra il sollievo generale.
- Un ultimo brindisi !- gridavano gli invitati.
La festa era ormai giunta alla sua conclusione ed Elena non vedeva l’ora di togliersi quelle dannate scarpe e quel vestito così ingombrante.
Avevano scelto per il ricevimento una magnifica villa fuori città con un enorme giardino dove era stato possibile allestire il banchetto all’aperto tra alberi e piante di ogni tipo.
- Manca Cristian!- Si accorse d’un tratto Elena – ma dove è finito? Dovevamo fare pure la foto insieme…- e così dicendo si guardava attentamente attorno.
Un cameriere arrivò di corsa vicino all’orchestra, la musica cessò di colpo.
Chiese se vi fosse un medico tra i presenti.
Un cugino di Elena si avvicinò prontamente: -Io! Sono un medico. Che cosa è successo?-
- Venga alla toilette. Abbiamo già chiamato l’ambulanza, stanno arrivando.- gli fece strada il cameriere.
Entrando nel bagno degli uomini vi era riverso per terra un uomo, una brutta ferita alla testa,.
Il medico si avvicino al corpo:- Oh mio Dio! Cristian…respira ancora, è vivo!! -








COMPLIMENTONI 

che ci sia un finale a sorpresa??? 
)?

