allora la mia più grande passione è l'analisi dell'esistenza, dell'uomo, della sua psiche dunque e della vita...
da ciò ne deriva che ho avuto sempre una forte passione per la filosofia, ma contemporaneamente ho evoluto questa ricerca più astratta ade un percorso più concreto tenendo in considerazione anche la complessità della psiche e le sue variabili...
Diciamo che non avendo mai studiato e dovendo ancora scegliere che facoltà fare tutto ciò che so deriva solo dalla mia capacità di analisi e in parte (da ciò che ho letto...anche se mi son sempre reso conto che le mie letture di filosofia/psicologia in realtà non andavano CHE A CONFERMARE deduzioni che già più o meno consciamente avevo fatto io).
Diciamo che il bisogno di analisi in me arriva quasi a livelli che sfiorano il "patologico"/l'ossessione...per dirla alla pirandello nella scelta tra agire e osservare ho imparato ad osservare e imparando ad osservare la vita da dietro le quinte mi sono quasi assuefatto a ciò.
Detto questo ho imparato ad avere una visione piuttosto relativistica della realtà, ma allo stesso tempo una più solida per quanto potenzialmente in continua evoluzione; la stessa visione della vita dipende in buon parte dalla psiche, ma è anche vero che forse se ci si estranea da se stessi un qualcosa di scrutabile lo si trova...
HO imparato ad amare perciò a destrutturare l'essere umano, la psiche, la società, l'etica/morale e sradicarlo da ogni schema/struttura per rifondare tutto in continuazione da 0...
E dunque da qui la scelta: andare a studiare filosofia o dirigersi sulla psicologia?
Cosa potrebbe darmi psicologia in più? di diverso?
Io alla fin fine non è che muio dalla voglia di vedermi tra 20 anni a psicanalizzare qualcuno...anzi io son uno di quelli che ha sempre sostenuto di quanto la psicologia sia qualcosa di incerto, istabile...in quanto la stessa psiche umana lo è...e non è giusto recintarla...etichettarla...e ho sempre sostenuto quindi che ad un potenziale paziente forse gioverebbe più che 20 anni di psicoterapia (ci sono molti casi del genere purtroppo per problemi seri) un buon amico, di ampie vedute, che possa far cogliere l'esistenza e se stessi in modo differente e più a fondo.
Anche x questo sarei un po' allergico ad un futuro da psicoterepeuta: perchè per me la filosofia/psicologia è sempre stato prima di tutto un percorso interiore filosofico, ma allo stesso tempo analitico sulla propria psiche...
insomma...una continua ricerca innanzitutto in se stessi (i più grandi psicologi-psichiatri e come d'altronde filosofi penso siano partiti da questo...uno studio innanzitutto di se stessi..e x questo ritengo psicologia e filosofia collegati in maniera imprescindibili....entrambi fanno parte per me di quella che è definita INTELLIGENZA ESISTENZIALE)...
poi si può decidere di donare questa parte di noi e della nostra conoscenza agli altri...ma...ma non come medicina vera e propria, ma come cura dei propri malesseri, del nichilismo esistenziale a cui si può arrivare, delle proprie nevrosi causate dall propria esperienza ecc...ecc...
Insomma più che la fase di terapia con un paziente mi AFFASCINA più il lato conoscitivo...psicologia la farei (così coem filosofia) non tanto in relazione ad un futuro lavorativo, ma prima di tutto perchè ho un bisogno innato di porre sotto esame ogni dettaglio dell'esistenza, società, psiche...
E una volta fatta tale facoltà che porte avrei aperte? cioè si si può forse ambire addirittura a fare della propria ricerca speculativa uno studio vero e proprio, ma qui si arriverebbe a diventare in un certo senso i Galimberti, Moravia del futuro? (e allora quale strada scegliere? Filosofia vera e propria o Psicologia?)
Diventare uno dei tanti psicoterapeuti? ok...ma con questo andazzo ci son più psicoterapeuti che pazienti? quando trovi lavoro?
Ambire al ruolo di professore? (anche qui...avrei stessa difficoltà di scelta...Filosofia/lettere e filo o Psicologia?)
altrimenti che possibilità si aprono







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