
Originalmente inviato da
benedetta14
Ciao monicadal, ho già premesso che leggere non è mai sbagliato, per cui ben vengano i genitori che leggono sull’argomento!
Solo che – e parlo della mia personale opinione e quindi non di verità assoluta – io non mi sentirei tranquillizzata da un libro, perché nessun libro può “codificare” i comportamenti o lo sviluppo psichico di mio figlio. Non possono essere i libri ad insegnarmi la capacità di ascolto e di osservazione di mio figlio; li lascio agli psicologi che, mi auguro, sappiano formarsi su di essi per poi metterli da parte quando dovranno capire, nel caso, il tipo di sofferenza che il mio bambino potrà avere.
Credo che il miglior lavoro di comprensione che un genitore possa fare, sia su se stesso.
Poi, se quel genitore ha interesse ad approfondire sociologicamente la questione adolescenziale, niente da dire in proposito, purché non si senta troppo rassicurato dalle sue letture e non perda di vista il suo rapporto personale, unico con il figlio.
Lessi il libro di Crepet appena uscito, nel 2001, quindi molto lontano dalle mie aspirazioni genitoriali, ma era un argomento che mi interessava, indipendentemente da quanto mi potesse essele utile in pratica, specie per la parte che riguarda l’attenzione istituzionale agli adolescenti, che riflette quanto spazio la nostra società dà loro. Ed in questa società ci stiamo tutti, genitori compresi. Per questo credo che sia sempre il lavoro personale su se stessi a responsabilizzare gli adulti.