Per questa volta, una storiellina facile facile![]()
Dalle prossime volte tirerò fuori - spero- qualche storia più impegnativa e sicuramente più interessante
Buona lettura a tutti
L'INCANTESIMO
Barbara guardò l'ora un'altra volta e si affacciò al finestrino; poi si risedette e tamburellò nervosamente con le dita.
L'anziano signore che stava seduto davanti a lei sorrise. Aveva visto quella scena migliaia di volte nell'ora precedente. Abbassò il giornale, la guardò per qualche istante, poi lo rialzò e continuò a leggere.
La donna si grattò il collo, guardò l'ora e di nuovo si affacciò al finestrino. Il paesaggio scorreva vorticoso e sfuggente ai lati.
“Sta bene?” le domandò il signore con gentilezza.
“Tutto bene, grazie, non si disturbi.”
Sospirò e tornò a sedersi.
L'uomo riprese la sua lettura.
Nello scompartimento faceva troppo caldo. Forse era vestita troppo pesante, pensò lei, o forse era il clima strano di quegli ultimi giorni, o un principio di claustrofobia...
Tamburellò ancora con le dita e sospirò. Poi guardò in un punto imprecisato fuori dal finestrino.
Quanto mancava ancora? Quando sarebbe arrivata?
Presto, si augurava. Non ce la faceva più ad aspettare per la tensione.
Guardò ancora l'ora e nuovamente si alzò.
L'anziano signore trattenne a stento un sorriso.
Nicola premette il tasto di avviso di fermata e aspettò.
Tra poco sarebbe arrivato a destinazione. Dalla fermata distava un duecento metri, trecento al massimo.
Mentre scendeva dal pullman si mise a pensare.
Che esperienza strana stava per fare. Un brivido quasi gli correva lungo la schiena. A pensarci bene, aveva un che di bizzarro, di particolare... di particolare ecco. Gli sembrava che stesse per aprirsi come un varco dimensionale.
La curiosità era al massimo. Voleva proprio sapere cosa sarebbe successo. Era desideroso di vedere, conoscere, capire, sapere tutto.
Ecco la sua meta. A pochi metri da lui.
Si avviò con piglio deciso.
Fortuna che il luogo stabilito era abbastanza alla sua portata, pensò Ornella. In macchina aveva impiegato una decina di minuti scarsi. Parcheggiò e poi si avviò con calma.
Sentiva una sensazione strana, non esattamente felice. Sì, in fondo non c'era nulla di cui dispiacersi, non era morto nessuno, però... le sembrava che qualcosa stesse per rompersi, che un incantesimo fosse sul punto di spezzarsi. Lei non voleva, ma d'altronde... prima o poi sarebbe successo. Si rassegnò a quell'idea e proseguì la sua marcia.
Il sole iniziò a farsi largo tra le nuvole.
Come capita di solito, Ornella pensò di riuscire a incrociare qualche viso familiare durante il tragitto. Non vide nessuno. Le strade erano assolutamente deserte, come mai prima d'allora.
Una strana giornata, a pensarci bene.
Era arrivata. Riconosceva bene quell'edificio, era identico a quello nella foto.
"E iniziamo" pensò.
C'era sempre quello strano senso di disagio e di malessere, ma ora era temperato da una certa curiosità ed una viva allegria che pian piano stavano iniziando a farsi largo nel suo animo.
Avanzò ancora.
Paolo guardò un'altra volta davanti a sé.
Contò a bassa voce:
“Uno, due, tre... quattro... ecco il quinto.”
Nel frattempo ne erano arrivati altri due.
“Siamo a sette. Ne mancano tre.”
Non dovette aspettare molto. Gli ultimi giunsero dopo qualche minuto.
“Bisogna avvicinarsi, ora, ma senza farsi accorgere...”
Iniziò a camminare.
Un passo.
“Nessuno mi vede.”
Un altro passo.
“Sono invisibile ai loro occhi...”
Un altro passo ancora.
“Sono tutti distratti... nessuno guarda... nessuno osserva...”
Sorrise.
“Chi parla, chi guarda in aria... e nessuno sta attento...”
Fece un altro passo.
Ormai era vicinissimo.
Solo allora qualcuno si accorse di lui. Lo guardò di sfuggita, poi più intensamente e infine avvertì gli altri. In breve tutti lo notarono e lo guardarono.
Ma ormai Paolo era già in mezzo a loro...
A voi
P.S. Sarei molto sorpreso se il gioco durasse fino a domani... immagino che avrà termine entro qualche oretta al massimo...![]()







- qualche storia più impegnativa e sicuramente più interessante 





particolari?