
Originalmente inviato da
willy61
Gli psicologi, non so.
Ti dico come la penso io, anche se è un "pensare a botta calda", senza molte meditazioni.
Per me, il TSO è come il ricorso alla violenza in una contesa: "l'ultimo rifugio degli incapaci", per dirla con Asimov. Nel senso che, se arrivi ad un TSO, vuol dire che hai fallito in ogni altro tentativo.
La questione è che il TSO è un provvedimento giuridico e io, pur comprendendo le esigenze sociali, rilevo l'esistenza di una tensione continua (che può essere anche una tensione produttiva) tra il punto di vista psicologico mirato alla comprensione e il punto di vista giuridico (che, ovvviamente, implica un giudizio). Nel senso che le norme giuridiche non mi sembra siano costruite per salvaguardare il soggetto, ma per salvaguardare la società dal soggetto.
E' un po' un "disagio della civiltà", dentro il quale occorre stare, ma che non lascia mai soddisfatti. Almeno, io non mi sento soddisfatto.
Per la questione dell'omissione di soccorso, non penso esista una "diritto alla salute mentale". Penso che i percorsi di cura di sé non siano "prescrivibili" (se n'0era accorto anche Freud che, infatti, non scrisse mai un "manuale di psicoanalisi"). Ci sono i percorsi manualizzati e, almeno in parte, sembrano funzionare, su pazienti selezionati e in determinate condizioni. Ma nella clinica fuori dai laboratori di ricerca i percorsi manualizzati saltano tutti e il comportamento concreto dei terapeuti non sempre segue le loro teorie di riferimento. Anche quando sono convinti di seguirle, sembra che in molti casi agiscano in modo diverso da quel che ci si attenderebbe (vedi l'articolo di Westen sull'efficacia della psicoanalisi che avevo postato tempo fa).
Penso che questa attenzione per il giuridico, per la definizione formale dei compiti, delle fasi, dei processi, possa avere a che fare con l'illusione che la realtà sia definibile e controllabile, che possiamo mettere in luce tutto, sviscerare ogni aspetto del reale, illuminare qualsiasi angolo. Dov'era l'Es mettere l'Io, ma in modo altrettanto totalizzante di prima. Da un Io spodestato a un Es inesistente e ridotto a nulla. Pericoloso, secondo me.
Buona vita
Guglielmo