Salve a tutti, (mi scuso se ho eventualmente sbagliato sezione del forum) avrei bisogno di pareri e consigli visto che sono totalmente confusa e in alto mare.
Cercherò di essere breve il più possibile e di fare un quadro della situazione SPERO abbastanza chiaro.
Il mio ragazzo a giugno ha subito un TSO, in seguito ad una "crisi", un eccesso di rabbia dicono (non chiedetemi che tipo di crisi perchè i genitori non me lo hanno detto e sono stati molto vaghi) ed è stato chiuso in un cms per 1 mese, durante il quale lo hanno sedato di medicine, e una volta uscito lo hanno dato in mano ad una psichiatra di base la quale lo incontra ogni settimana, gli chiede come sta e se prende le medicine, ovvero risperdal (un antipsicotico) e tavor, + iniezione settimanale;
gli ho suggerito di accompagnare questa terapia farmacologica ad una psicoterapia dal momento che il suo problema sta tutto nelle relazioni interpersonali, nei genitori (separati da quando era piccolo) e forte ambivalenza verso la madre, e il controllo della rabbia, insomma, roba che la psicoterapia dinamica saprebbe gestire benissimo, gli ho fornito anche dei nominativi ma lui su suggerimento della madre ha preferito chiedere nomi alla psichiatra la quale gli ha detto che le avrebbe fatto LEI psicoterapia, cosa che mi ha lasciato MOLTO perplessa, ed infatti alla prima seduta gli ha detto che lui è malato e che deve prendere farmaci a vita.
Tutto ciò mi preoccupa,a me sembra che lo psichiatra preferisca non tanto effettivamente curarlo, ma agisce invece di tenerlo stabilmente attutito mediante farmaci. Vi sembra una cura questa? In più questa psichiatra ripete a pappagallo che deve prendere i farmaci, a lui e ai genitori, i quali ormai sono così convinti che questa sia la soluzione giusta che sono irremovibili, e se non va ad uno di questi controlli partono telefonate, e visite a casa, se chiede se potrà interrompere i farmaci gli viene risposto con la minaccia di un altro tso, a me sembra tutto pazzesco...
i farmaci lo sedano, non riusciamo piu a fare l'amore, ha dei brutti effetti collaterali che sono stati rimediati con altre pasticche, lui non riesce più a provare sentimenti forti, non ama, non odia, non si arrabbia, e mi fa stare male. non si può secondo me affidare la propria vita a dei farmaci, senza attuare una trasformazione dentro di sè, come potrebbe fare una psicoterapia, magari lunga anche anni, ma sempre meglio di tutto questo, gli voglio bene, lo amo, e sto MALE a vedere tutto questo, a chi posso rivolgermi? come posso fare? dovrei parlare con i genitori? ho paura di farlo, perchè sono veramente convinti che la psichiatria risolva ogni male, e loro stessi prendono antidepressivi e ansiolitici da anni, e la loro convinzione è che il ragazzo abbia un difetto genetico, INCURABILE. Magari ci sta anche la predisposizione genetica, ma non mi sembra che sia incurabile tutto il resto.
Vorrei chiedervi i vostri pareri, o esperienze personali, consigli (vi prego), vorrei solo che ne uscisse da questo circolo vizioso di farmaci a vita, di psichiatri terroristi psicologici e mi chiedo se mai può essere legale una cosa del genere, è uno scempio alla vita.
vi lascio un articolo che spiega effettivamente la situazione: Lo psichiatra di base miope burocrate pauroso | Forum antipsichiatrico di "No!Pazzia!"
grazie







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e mi vengono alcuni pensieri 

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