
Originalmente inviato da
massimomassimo
Butto lì due suggestioni.
Innanzi tutto la Gestalt nasce da uno scisma minore nella storia della Psicanalisi, Frederick Perls rimase insoddisfatto dal metodo Freudiano ed optò progressivamente per qualcosa che aprì il setting fino ad infrangerlo per poi crearne uno del tutto nuovo. Il concetto di neutralità dell'analista fu sostituito ocn la figura di un terapeuta attivo che interveniva molto nell'interazione. L'interpretazione fu vista come un fenomeno proiettivo che il terapeuta agiva sul paziente. Perls la definì la spazzatura del terapeuta gettata addosso al paziente. Altro cambiamento importante fu lo spostarsi da una fenomenologia clinica precostituita a favore di un lavoro di scoperta assieme al paziente della sua fenomenologia personale. Su quest'ultimo punto il lavoro sui sogni è emblematico delle differenze tra una psicanalisi o psicoterapia ad orientamento psicanalitico e la Gestalt. La Gestalt tramite la "messa in atto", le tecniche di monodramma e role play favorisce la scoperta del significato personale abbandonando l'idea del significato interpretato dall'analista.
Secondo me questi sono sia punti di forza che di debolezza. La forza deriva dalla spinta con la quale un certo modo di fare clinica è stato decisamente anticipato di svariati decenni. Invece la debolezza sta nell'essersi ritrovati improvvisamente privi di un'espitemologia propria. L'abbandono della Psicanalisi ha condotto alla necessità di ricostruire una epistemologia dall'inizio. Fatto inevitabie in quanto quelle differenze proposte dai primi gestaltisti erano totalmente inconciliabili con la psicanalisi dell'epoca. Oggi invece se ascolti un terapeuta della gestalt ed uno psicanalista (magari di orientamento interpersonale o relazionale) parlare, se sono interessati a conoscersi trovano dei punti di contatto importanti.
Terminati confronti e paragoni con a psicanalisi secndo me la Gestalt moderna assomiglia maggiormente agli altri approcci umanistici come quello Centrato sul Cliente. La differenza sta nel fatto che i rogersiani tendono a ridurre al minimo e tecniche mentre la gestalt ne fa ampio uso ancora, ma sono vivini nel lavoro su presente, sulle risorse, la co-costruzione del significato, l'abbandono di una fenomenologia predefinita. Tutte cose raggiunte da altri approcci molto dopo, mentre la gestalt (come altre discipline umanistiche) sono nate all'interno di questi concetti teorici e nei vari tentativi di metterli in pratica.
Forse il difetto che vedo maggiormente nella gestalt sta proprio nella figura del terapeuta TROPPO attivo. Che rischia di essere invadente, suggestivo, manipolatore. Benché tutti i terapeuti sostengano di lavorare con le emozioni il primo piano che la gestalt fa alle emozioni è evidente a tutti coloro che hanno fatto qualche esperienza di gruppo di questo orientamento. Nei gruppi gestalt si SENTONO le emozioni, secondo me a volte si sentono troppo, fino a poter dare l'impressione di un'ambiente poco contenitivo e poco rassicurante.
Spero di aver dato un contributo nel senso che chiedevi tu.