Ciao a tutti
Mi sto laurendo in scienze e tecniche psicologiche con il nuovo ordinamento. Per chi non lo sapesse è un indirizzo di laurea omnicomprensivo che abbraccia un po' tutte le branche della psicologia (sociale, clinica, dinamica, lavoro ecc...). Leggendo un po' in giro e consultando qualche dato mi sto ponendo il problema della scelta dell'indirizzo di Laurea Specialistica.
Ho sempre adorato la clinica, mi sono iscritto all'università con in testa di intraprendere proprio questo percorso di studi. Tuttavia, durante questo cammino mi sono imabattutto nella psicologia del lavoro e delle organizzazioni...un ambiente che mi ha affascinato abbastanza ma che tuttavia non riusciva a distogliermi da quella che si potrebbe definire la "vocazione" per la clinica.
Il problema si pone adesso e rispecchia il quadro della società odierna. Gli psicologi clinici non trovano occupazione, gli psicologi del lavoro sembrerebbe che invece abbiano più possibilità di inserimento, soprattutto per la moltitudine di campi e mansioni nei quali si possono inserire. Quindi, cosa scegliere?
Dare la priorità alla clinica rischiando di rimanere disoccupati in futuro (e si sà, non si può campare solo di studio e passioni...) e quindi con la prospettiva di cambiare ugualmente settore di lavoro, oppure dedicarsi sin da subito alla psicologia della organizzazioni, meno soggettivamente stimolante ma ben pià promettente sotto questo punto di vista?
Domanda molto spinosa lo so, ma legittima, ed è una questione che molti studenti di psicologia si pongono. Io stesso non riesco a prendere una decisione univoca perché valuto/svantaggi in entrambe le parti...
I punti che dovrebbero trovare risposta secondo me sono:
*Effettivamente la psicologia del lavoro e delle organizzazione permette di trovare qualche sbocco lavorativo in più rispetto agli altri curricula?
*Una volta laureato e iscritto all'albo siamo riconosciuti come psicologi. Uno psicologo che ha fatto una formazione in psicologia delle organizzazioni potrà operare anche in campo clinico?
E voi, ci siete mai confrontati con questo dubbio? Che cosa avete deciso?![]()







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) di iscrivermi ad una scuola di psicoterapia. Tornando al discorso delle possibilità lavorative, nell'ambito Lavoro ci sono, almeno inizialmente, solamente stage non/poco retribuiti, e le possibilità di lavoro non sono assolutamente maggiori rispetto ad altri indirizzi. E' verissimo anche che spesso il "nostro" lavoro è svolto da chiunque; alla luce della miriade di colloqui da me sostenuti le professionalità più presenti sono, nell'ordine, 1)Economia e commercio; 2)Giurisprudenza e Scienze Politiche; 3)Lettere e filosofia (mi sono ritrovato anche un'archeologa!!!!). Inoltre, rinfacciano sempre di non avere adeguata preparazione in ambito di amministrazione del personale (buste paga, ferie, contrattualistica), preferendo pertanto altre professionalità. Concludendo, se posso permettermi di darti un consiglio, scegli l'indirizzo che preferisci; con la motivazione e l'interesse adeguato, studierai velocemente e con facilità, diventerai competente e troverai lavoro, ne sono sicuro. In bocca al lupo!!!