crazy ho letto il tuo mess e sono d'accordo, hai ragione anche sul volontariato, ti parlo da persona che non ha mai potuto permettersi il lusso del volontariato perché lo stomaco reclamava, mangio molto

. Quindi mi trovi ok al 100% col tuo discorso. Però ecco torniamo alla vecchia forma mentis, cioè il contratto. L'avvocato ha un contratto? Il dentista? L'oculista? Magari hanno clienti, pazienti, ecc, fanno la loro prestazione e vengono retribuiti per quella prestazione. Cioè l'impiegato viene pagato "a ore", o a stipendio (la famosa "mesata") o lavorano a orario, tipo "attacco alle 9 e stacco alle 18", lo psicologo non è un impiegato, è appunto un professionista come tu dici e non va a ore. Riguardo a sopra quando mi chiedevi le nicchie scoperte, perdonami se non posso scriverle su un forum pubblico, perché dei clienti mi pagano per fare analisi di mercato, quindi non posso spiattellarle

. Cmq, si lavora su nicchie molto piccole e segmenti molto piccoli con bisogni ultraspecifici, cioè sulle cosiddette "long tail": si costruisce un brand molto forte all'interno nella nicchia e talvolta si velocizzano le richieste di contatto con la lead generation. Questo è il filo conduttore molto semplificato dello start-up di giovani professionisti (bazzico il campo ed è la stessa procedura che seguo). Più o meno oggi l'Abc del marketing è questo...non c'è proprio spazio per i contratti, neanche a breve termine, il posizionamento come lavoratore va interamente ripensato. Poi certo se uno offre al mercato un prodotto generico, dove non c'è domanda, non interessa a nessuno, non serve a nessuno, non lo vuole comprare nessuno e neppure c'è un segmento disponibile a spendere, e certo che avrà lo studio vuoto! Se gli studi sanno offrire solo psicoterapia, prodotto che risponde ai requisiti di cui sopra (generico, privo di una domanda, privo di un segmento con capacità di spesa, basato sulla short tail come nel pleistocene), ci credo che sono vuoti!
