Beh, mi paiono posizioni un po' diverse da quelle di cui stiamo parlando nel thread, però...
Io, personalmente, sono, per esempio, del tutto favorevole all'eutanasia... Ritengo essere un imprenscindibile diritto dell'individuo quello di stabilire fino a punto sia d'accordo nel procrastinare la propria morte a prezzo di indicibili sofferenze e/o di una riduzione inaccettabile della qualità della propria vita.
Cosí come, senza arrivare al punto di considerare sic et sempliciter "un diritto" l'aborto, ritengo anche che lo Stato non debba avere un atteggiamento punitivo nei confronti delle donne che sono costrette ( questo sarebbe bene sempre ribadirlo: nessuna donna é mai felice di uccidere la vita che ha il grembo, se lo fa è perchè non ha altra scelta...) ad abortire.
I nostri due Autori, fortunatamente emigrati in terra straniera, sostengono, peró, ben altro... Che, per esempio, sia lecito uccidere un bambino con malformazioni, con handicap psico-fisici o, addirittura, anche sano: basta che la sua esistenza in vita costituisca una fonte di sofferenza o, persino, solo di disagio per i genitori ( chissà se è contemplato il caso che pianga troppo?...

).
E questo é, a mio avviso, inaccettabile... E nulla c'entra con eutanasia ed aborto, ma, piuttosto, con ideologie anche queste tutt'altro che nuove: le propugnavano già piú di 70 anni fa i nazisti, prima con le teorie eugenetiche e poi, direttamente, nei campi di sterminio.