In teoria anche un'insegnante può usare il test di lettura di parole e non parole (usato per la diagnosi di dislessia, io lo chiamo così perchè non ricordo mai il nome completo) o le prove MT di lettura.
Perciò la pedagogista clinica ha tutti i diritti di farlo e stendere un referto sui risultati di tale test.
Quello che però non può fare è, per esempio, la WISC, test di intelligenza che serve ad escludere la presenza di ritardo mentale (condizione di esclusione rispetto ad un disturbo di apprendimento).
Perciò, senza test di intelligenza che escluda un ritardo, non può diagnosticare una dislessia.
In passato ho collaborato con una pedagogista (referente di un'associazione per i disturbi di apprendimento): lei faceva le prove di lettura e i test Erikson (per i quali non è previsto che li somministri uno psicologo), poi mandava i bambini da me per WISC ed eventuale approfondimento proiettivo...
E chiedere alla pedagogista se ha bisogno di uno psicologo nel suo centro? Qualcuno le WISC e i test proiettivi dovrà pur farli e così la si può "sorvegliare" affinchè non sconfini...







Rispondi citando


Ciao io sono Psicologa e pedagogista clinico ISFAR e sono molto soddisfatta del lavoro che svolgo sopratutto da Pedagogista clinico che non da psicologa in quanto mi sono resa conto di come la formazione del pedagogista clinico sia molto più copleta, consiglio agli psicologi prima di fare delle critiche di informarsi e di osservare (se avete l'occasone) come lavora il pedagogista clinico perchè vi ricrederete, inoltre volevo aggiungere e ricordare che il direttore scientifico dell'ISFAR è psicologo, psicanalista e sopratutto Pedagogista clinico.


