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  1. #16
    volevo ringraziare tutti coloro che mi hanno dato una mano, le idee mi sono piu' chiare ed anche la sicurezza di come le stanno le cose in me è aumentata, solo mi rimangono i dubbi tra le divergenze tra psichiatria e psicologia....provero' a seguire il topic appena aperto
    grazie ancora

  2. #17
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    25-03-2008
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    Lecce
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    caro azazello...penso che i tuoi dubbi siano legittimi e doverosi...io sono laureato in filosofia quindi è da un pò di tempo che sono in mezzo a questi problemi...forse (a mio modesto parere)dovresti addentrarti di più nel discorso con delle accurate letture perchè non penso che un forum possa chiarire i tuoi dubbi che sono di carattere filosofico. Riguardo alla scientificità della psicologia il discorso è più complesso di quanto possa sembrare.Esiste una vasta letteratura in merito:una introduzione alla filosofia della mente potrebbe solo tornarti utile;quella di Michele di francesco ad esempio.Per quanto mi riguarda seguo il monito di Jung secondo il quale la psicologia deve abolirsi come scienza se vuole raggiungere l'oggetto della sua riflessione...a parte questo..il paradigma delle scienze naturali è totalmente posto in discussione già da Dilthey e dall'ermeneutica nonchè da tutta la fenomenologia e l'esistenzialismo che negano la sua applicabilità per la comprensione dell'uomo nella sua totalità.Qui si ripropone un altro problema vecchio:la distinzione tra 'spiegazione' e 'comprensione':non voglio dilungarmi su questo problema complesso e mi limito a citarti un pensiero del grande psicopatologo e filosofo Jaspers che dice nella sua 'psicopatologia generale':
    'A evitare ambiguità e oscurità impiegheremo sempre l’espressione ‘comprendere (verstehen)’ per la visione intuitiva dello spirito, dal di dentro. Non chiameremo mai comprendere, ma ‘spiegare (erklären)’ il conoscere i nessi causali oggettivi che sono sempre visti dal di fuori. […] È dunque possibile spiegare qualcosa senza comprenderlo'.
    Vorrei anche citarti un grande filosofo della mente T.Nagel che dice:
    'La nascita delle scienze fisiche moderne è stata resa possibile dalla messa a punto di un metodo che permetteva di esaminare il mondo fisico non in funzione del modo in cui esso appare ai nostri sensi […] bensì in quanto regno oggettivo che esiste indipendentemente dalle nostre menti. […] Il prezzo di tale progresso spettacolare è stata l’esclusione dell’apparenza soggettiva della realtà. […] E così quando la scienza applica i propri sforzi alla spiegazione della qualità soggettiva dell’esperienza, quest’ultima non ha più un luogo dove rifugiarsi. […] Ne consegue che la forma tradizionale di analisi scientifica non offre una soluzione praticabile al caso della mente'.
    Il discorso comunque è troppo complesso da trattarsi in questa sede perciò ti saluto permettendomi infine di consigliarti la lettura delle opere di Umberto Galimberti che ha sviscerato questo problema in maniera eccellente:quella più esplicitamente dedicata alle tematiche che ti interessano è 'Psichiatria e fenomenologia'.
    cordiali saluti!

    ps.non è la scienza che giudica la dignità delle infinite produzioni umane,sarebbe anzi disastroso se avvenisse ciò.Husserl diceva che il più grande errore che l'uomo possa fare sarebbe farsi giudicare da una delle sue tante ideazioni...la scienza appunto...

  3. #18
    Partecipante Assiduo L'avatar di *_ele84_*
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    05-07-2006
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    Verona
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    160
    A prescindere dall'ignoranza del tuo amico, scusa se lo dico, ma è solo quello, unito al pregiudizio, che può portare a sostenere simili tesi...e lo dico perché mi ci scontro molto frequentemente io stessa, non vorrei banalizzare troppo la questione però la psicoterapia è uno strumento a disposizione di una scienza, ovvero la psicologia in termini generali e le varie branche, e non tanto una scienza in se stessa. Quindi credo che si possa dire che la pretesa di scientificità della psicoterapia deriva dalla scientificità delle discipline sulle quali si basa. Per quanto mi riguarda sono a favore dello studio scientifico dell'efficacia delle psicoterapie e si sa che in questo ambito c'è molto meno che nello studio dell'efficacia delle terapie mediche, ma qualcosa si muove e quel qualcosa dice che, sotto un punto di vista scientifico, alcune psicoterapie sono più efficaci di altre e alcune, anzi, sono inefficaci se non dannose (forse a questo ti riferivi parlando di critica alla psicoanalisi, certo che come hai visto qualcuno sostiene che la psicologia non è o non dovrebbe essere una scienza... e la psicoanalisi non ha pretese di scientificità, anzi il contrario). Penso che il tuo atteggiamento sia quello giusto, comunque, e non lasciarti scoraggiare da discorsi di questo tipo, prova a pensare che fuori dall'Italia la storia è un po' diversa e pochi metterebbero in dubbio la psicologia come scienza... (magari come scienza giovane sì)

  4. #19
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    25-03-2008
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    Lecce
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    cara ele84 condivido quello che dici...la stupidità di alcune affermazioni è indice di scarsissima propensione alla scienza...detto questo dovremmo forse deciderci a considerare la psicologia (intesa come scienza umana per eccellenza)una disciplina altra rispetto alle scienze naturali in quanto questo paradigma non soddisfa in alcun modo la complessità dell'essere umano.L'uomo non è un qualsiasi oggetto di natura analizzabile solo in termini causali...Heidegger diceva che per quanto la fisiologia o la chimica possano indagare sull'uomo dal punto di vista delle scienze naturali non è assolutamente detto che l'essenza dell'uomo risieda in queste dinamiche di causa ed effetto...l'esistenza considerata nella sua totalità va ben oltre una riduzione di tipo causale ma si apre appunto ad un senso,ad una trascendenza che poi sono le dimensioni per eccellenza di ogni vissuto psichico e propriamente umano...ecco perchè è importante la distinzione tra 'spiegazione' (scienze naturali) e 'comprensione' (scienze umane)...ho sempre la sensazione che ogni tentativo di sistemazione matematica in psicologia si lasci infine sfuggire la specificità dell'esperienza umana...se l'anima fosse trattabile con i metodi delle scienze naturali avremmo da tempo risolto i problemi con gli psicofarmaci...se si trattasse solo di determinare equazioni su emozioni,sensazioni e quant'altro!Ma il mondo della vita è così lontano dall'essere 'riproducibile' negli spazi angusti di un laboratorio...
    cordiali saluti a tutti!...

  5. #20
    Partecipante Esperto L'avatar di wundt_12
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    25-06-2006
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    Napoli
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    287
    credo ke la difficoltà sia proprio nel fatto che la psicologia deve necessariamente avvalersi di strumenti matematici per alcune sue branche mantre potremo effettivamente orientarci verso la dicitura scienza umana come dice luigi ma l'uno non esclude necessariamente l'altro. Non dimentichiamo che quando parliamo di psicologia parliamo di una scienza divisa in una serie di sotto scienze (passatemi la dicitura) che non si possono dimenticare come la neuropsicologia o la psicologia sperimentale....
    Sasi

  6. #21
    Johnny
    Ospite non registrato
    Vi è una differenza fondamentale, credo, tra le "scienze naturali" e la psicologia, perchè nella psicologia l'oggetto di studio è il soggetto stesso. E su questo si fonda tutta la critica alla psicologia come scienza naturale (fenomenologia, esistenzialismo, ecc...)
    SE il medico misura la pressione al paziente (ad esempio) usa uno strumento, e si affida ai dati che gli dà quello strumento. Se il medico pensa alla vacanza che fatto quest'estate, piuttosto che al film di ieri sera, lo strumento che sta utilizzando gli dà sempre lo stesso risultato.
    Lo psicoterapetua o lo psicoanalista invece non hanno questa distanza tra sè e il paziente, perchè lo strumento che lo psicoterapeuta/analista usa è SE' STESSO, la propria persona, le proprie emozioni, il proprio mondo interno. Oltre alla teoria, ovviamente; ma la teoria non può eliminare le risonanze che il paziente suscita nel terapeuta.

    Escludo da questo ragionamento lo psicologo che somministra un test, allora lì si ha a che fare con delle misurazioni standardizzate e il discorso cambia

  7. #22
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    25-03-2008
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    Non ridurrei l'apporto della fenomenologia e dell'esistenzialismo solo a quel fatto che hai indicato perchè questi approcci hanno tentato una ri-fondazione totale di un'antropologia in senso lato e di una psicologia in generale...certo è però, e hai ragione, che l'oggetto-soggetto della psicologia crea non pochi problemi.Fu proprio questa intuizione fondamentale a ispirare a Jung l'analisi dei 'tipi'.. e con tutte le più improbabili riduzioni biologistiche che vanno tanto di moda oggi questo rimane effettivamente un problema fondamentale...sono daccordo con te ras anche se il discorso andrebbe approfondito...concludo dicendo che tutto ciò che la neurobiologia e le scienze cognitive descrivono oggi è tutto ciò che il 'vissuto' (l'evidenza fenomenologica) in realtà non è...
    cordiali saluti...

  8. #23
    Johnny
    Ospite non registrato
    si, ovviamente è difficile approfondire queste cose su internet...però in generale i punti sono quelli
    comunque credo che ogni approccio sia relativo, e ognuno di questi indaga un aspetto, un livello della realtà. Anche Fenomenologia ed Esistenzialismo in fondo sono relativi perchè trascurano l'aspetto bio-fisiologico dei processi mentali, e viceversa. Insomma, c'è posto per tutto.
    Ultima modifica di Johnny : 08-04-2008 alle ore 20.23.56

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