Da circa tre anni seguo una psicoterapia e "inesorabilmente" sono stata "travolta" da un forte transfert verso il mio analista. All'inizio senza rendermene conto...era come se tutta la mia vita fosse concentrata sul teraputa e la terapia.
Le regole del setting molto rigide (anche se è junghiano), la sua impenetrabilità, i silenzi me lo facevano odiare, però poi arrivavo puntualmente alla seduta successiva.
Per fortuna non è mai stato un transfert nevrotico, nè erotico, ma positivo ed empatico, però ammetto che per un certo periodo è stato alquanto invalidante.
Adesso insieme al mio psi ne discutiamo tanto per decodificarlo.
Se avete vissuto o state vivendo lo stesso tipo di esperienza, vi va di parlarne?







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