Abbiamo fatto di tutto, consumando il sesso più sfrenato. All’inizio mi guardava con un’aria un po’ fredda. E invece Susanna a poco a poco si è dimostrata calda e affidabile, sempre pronta a soddisfare ogni mio desiderio. Non parlava mai molto, ma ha saputo conquistarmi a poco a poco. Era come se la fermezza del suo sguardo compenetrasse perfettamente l’ansia mobile del mio e come se la sua serafica calma, anche nei momenti più scabrosi, corrispondesse ad un’esigenza profonda della mia psiche sballottata. Insomma mi piaceva tutto di lei e il nostro menage sarebbe filato via liscio per anni, tra notti caldissime e placide giornate in cui io raccontavo a Susanna le mie storie, i miei sogni e i miei guai. E lei mi ascoltava con pazienza, senza mai sbottare. Non fosse stato per Sergio, quell'ingrato.
Il giorno in cui sono tornato, un po’ in anticipo, dall’ufficio e l’ho sorpreso respirare affannoso sopra Susanna, mi è caduto il mondo addosso. Chissà quante altre volte l’avevano fatto, chissà quante. Susanna peraltro, mi guardava, senza lasciar trasparire alcun rimorso. Non ci ho visto più ho spinto violentemente Sergio facendolo cadere dalla finestra del secondo piano. Poi livido di rabbia mi sono riversato con violenza su Susanna col desiderio di eliminarla per sempre. Lentamente se ne stava andando tra le mie braccia deformando il suo viso in una smorfia di dolore, che non gli avevo mai visto prima.
Soluzione:
Del resto una piccola spilla da balia buca una bambola gonfiabile con una specie di delicata e tenue precisione e con un’ estenuante lentezza. Almeno questo, nonostante il raptus, glielo dovevo.
Sergio nel frattempo è tornato, il cagnaccio ereditato dalla mia ex moglie fuggita a Nizza con il commercialista del palazzo di fronte quella mattina è atterratto su una twingo blu elettrico ed è uscito incolume da questa storia.
Due giorni dopo ho incontrato una ragazza, me ne sono innamorato. Si chiama Susanna anche lei e quando fa freddo le si colora il viso, soprattutto le gote. Quella sinistra un po’ di più e un po’ più in alto dell’altra.













....ti aspetto