Buonasera,
Sono un ragazzo(ormai uomo)di 32 anni, scrivo questo topic soprattutto perchè ho bisogno di sfogarmi e parlare con qualcuno, mi piacerebbe avere dei consigli
e confrontarmi con altre persone.
Premetto che il discorso è molto lungo ma è arrivato il momento che io risolva questo problema una volta per tutte.
Sono nato da genitori divorziati, mio padre non si è mai interessato a me, diciamo una testa calda che all'età di 5-6 anni non ho mai più visto(i miei hanno divorziato quando io
avevo due anni, mia madre è rimasta incinta a 16 anni ed a 18 ha divorziato).
Mio padre non si è mai preoccupato di darmi un aiuto di qualsiasi genere, sicuramente non ne era neanche in grado, quindi io mi sono ritrovato all'età di 5-6 anni senza
una figura paterna e sono andato a vivere con mia madre in una nuova regione; i ricordi che ho di mio padre sono totalmente negativi, non ho nessun bel ricordo
della sua persona, era un tipo violento(sia con me che con mia madre), molto paranoico, quasi sull'orlo del delirio.
Nei primi periodi, mentre vivevo con mia madre, mi ricordo che lui veniva a creare "casini" ma non per me, non perchè gli interessassi io ma per mia madre,
forse non accettava il fatto di essere lasciato.
Comunque all'età di sei anni mia madre prese definitivamente l'affidamento su di me ed io iniziai le scuole elementari, senza troppi problemi ho avuto un'infanzia abbastanza
normale(se così si può definire, essendo senza una figura paterna), quando mi chiedevano di mio padre io mi inventavo che era morto o che non sapessi dov'era,
ma non ho mai affrontato il problema che era un tipo violento o mentalmente instabile.
Mia madre ha sempre fatto il possibile per permettermi un'infanzia nitida e senza troppi traumi, anche se io rimanevo abbastanza solo(lei lavorava) durante le giornate
ed io me la dovevo cavare da solo.Io non ho mai fatto caso a queste cose e cercavo di circondarmi di amici, non volevo rimanere in casa da solo,
volevo uscire e stare con i miei amici, giocare, divertirmi, essere spensierato in poche parole.
Vivere come vivevano tutti i miei coetanei di 10 anni, festeggiare i compleanni, giocare a pallone nel cortile del condominio, etc.. però ho dovuto scontrarmi con
con le dicerie delle persone, da alcune persone mia madre non era ben vista, perchè una donna solo con un figlio non è mai ben vista, soprattutto una donna che non
è del posto.
Parliamo di mia madre, lei è andata via di casa all'età di 15 anni(con mio padre)si è sposata e mi ha messo al mondo all'età di sedici anni(a 18 ha divorziato),
viene da una famiglia molto RETROGRADA, per esempio non poteva uscire di casa, i miei nonni non le permettevano di uscire con le amiche, i miei nonni sono persone
molto ignoranti, vengono dai tempi della guerra, non hanno una cultura, non hanno studiato e non permettevano che una figlia uscisse di casa per giocare con le amiche.
Mia madre ovviamente ne ha risentito ed è per questo che si è appoggiata a mio padre, per scappare da questa situazione.
Nononstante tutto i miei nonni hanno fatto altri due figli, una femmina, mia zia, che è stata messa in collegio(fino a 17 anni) ed un maschio mio zio con dei problemi di autostima
insormontabili ormai, mio zio per esempio quando faceva il cameriere(circa 16-17 anni) e finito il lavoro andava con gli amici a passare una o due ore in compagnia veniva preso da mio
nonno e dopo avergli fatto una scenata davanti a tutti, veniva riportato a casa; per mio nonno è(tutt'ora) inconcepibile che una persona dopo il lavoro si prenda
due ore di svago per stare con gli amici a fare due chiacchiere.
La mentalità da parte dei genitori di mia madre è sempre stata questa, i miei nonni non sono mai andati a mangiare una pizza, non hanno mai vissuto nella società,
se mio nonno andava a giocare a carte con gli anziani del quartiere mia nonna lo andava a prendere perchè non poteva avere momenti di svago.
La loro mentalità è quella di non uscire mai di casa, di non spendere i soldi, non hanno mai fatto un viaggio(insieme, dico insieme perchè mio nonno andò in germania subito dopo la guerra
per lavoro, il tempo di mettersi i soldi da parte per poi sposare mia nonna) in più sono malfidati su qualsiasi persona(soprattutto mia nonna), pensano sempre a male su qualsiasi cosa.
Se per caso provi a dire un'opinione che non si addice alla loro visione, sei catalogato come un DEMONIO.
Lascio a voi interpretare come potevano vedere mia madre che è andata via di casa a 15 anni.....è la vergogna in persona.
Non sono andati neanche al matrimonio, la vestivano con abiti ridicoli, ERA DIVERSA RISPETTO A TUTTE LE SUE AMICHE.
Tutto questo per un'idea di MALVAGITA' che loro vedono nel mondo.
La cosa ancora più triste è che mia nonna è fortemente credente, ma non parla con nessuno dei suoi parenti, mette tutti in litigio, se minimamente provi a dire la tua opinione
lei ti mette contro tutti i figli, è una cosa allucinante, fa in modo di isolarti da tutti, lo ha fatto con me e lo ha fatto con mia madre.
Io comunque nel bene o nel male ho vissuto lontano da questa mentalità(fino a quando non ho compiuto i 15 anni)
da precisare che i miei nonni non si sono mai azzardati di aiutare mia madre economicamente, sapendo che abitava in un'altra regione
e che aveva un figlio.....Io sono sempre stato il figlio di MIO PADRE, io sono sempre stato il demonio, lo specchio di mio padre.
Comunque ho fatto le elementari e le medie e poi mi sono iscritto al liceo, tutto è andato bene, ovviamente mia madre cercava di rifarsi una vita(anche se io non ho mai messo bocca sugli uomini che lei poteva frequentare,
per me erano fatti suoi non miei) e si mise con un uomo con cui stette per diversi anni, andammo a vivere a casa sua, in montagna, questo uomo era separato con una figlia con la quale io non andavo proprio
d'accordo.
Rimanenno a casa sua per un anno e mezzo, poi loro si lasciarono e mia madre decise di tornare nel paese di origine(io avevo 15-16 anni), mi riiscrissi al liceo ed iniziai una nuova vita, nuovi amici etc..etc..
da quando sono nato avrò cambiato in tutto una decina di case, quindi amici, scuole, etc...
Qui iniziano i problemi VERI con mia madre e con tutta la sua famiglia, preciso con la famiglia di mia madre, perchè mio padre anche se può avermi influenzato io non lo vedo da quando avevo 5 anni(non l'ho mai più visto).
Influenzato poi tra virgolette, io non ho mai fatto risse con nessuno, non sono come mio padre, non ho mai avuto problemi con la legge,
ho fatto il liceo, bene o male una cultura l'ho appresa, adoro la filosofia, sono un ragazzo completamente diverso.
Quando tornammo nel paese di origine(centro italia) ed io facevo il liceo, avevo ormai 15 anni, quindi non ero più un bambino(nel vero senso della parola),
avevo bisogno di conoscere il mondo, di stare insieme agli amici del liceo, la prima ragazza, le prime uscite al cinema la sera con gli amici, i primi
pomeriggi passati insieme a studiare e ridere con tutti i miei coetanei, avevo bisogno di VIVERE e di stare in mezzo alla società.
Ed è proprio qui che iniziano i problemi.
Qualsiasi cosa io faccia che non va bene a mia madre sono sempre rapportato a mio padre, nonostante io non volessi parlare di mio padre io divento sempre
motivo per tirarlo in discussione, se uscivo la sera con gli amici e tornavo a casa alle 11-mezzanotte, voleva dire che io non ho avuto un padre che mi
menasse per far rispettare le regole, una volta successe che andai con la mia prima ragazza(avevo 16-17 anni)a festeggiare il suo compleanno a mirabilandia(con il consenso dei suoi genitori ovviamente ed anche di mia madre che mi diede i soldi),
successe però che al ritorno ci sbagliammo a vedere il treno, in quel giorno il treno non viaggiava, non sapevamo come fare eravamo fermi a rimini,
provai a chiamare mia madre(non c'erano i telefonini)ma lei non era in casa, così chiamammo i genitori di lei e prendemmo un treno che ci portò a 80KM da casa e ci vennero
a prendere i genitori di lei, quando io scesi dalla stazione, provai a richiamare mia madre che però non era in casa, dato che erano venuti a prenderci i genitori di lei
decisi di riavviarmi verso casa e di chiamarla mentre tornavo indietro, provai un'altra volta ma lei non era in casa, a questo punto non ci fermammo più e mi accompagnarono direttamente a casa.
Quando arrivai a casa, accompagnato dalla madre di lei, successe il putiferio, mia madre uscì fuori di casa come una dannata non voleva sentire ragioni, iniziò ad urlare e sbraitare come una pazza contro la mamma della mia ragazza, la prese a parolacce e non ci si poteva parlare.
Provai a dirle quello che era successo ma non ne volle sapere, la madre e la mia ragazza andarono via, mia madre in preda alla furia più scatenata(da notare che mi diede il permesso per andare a festeggiare il compleanno di lei, tornai solamente con due ore di ritardo)
chiamò mio nonno(suo padre)che venne a casa con un coltello, dicendo tu sei un brutto tipo, ma come ti permetti di fare stare in pensiero tua madre....
IO RIMASI SCIOCCATO, ANCORA OGGI DOPO 15 ANNI NON RIESCO A TOGLIERMI DALLA MENTE QUESTO EPISODIO.
Da qui in poi sono arrivati i problemi, mia madre non ha mai accettato nessuna delle mie ragazze.
Ogni volta che io facevo qualcosa che a lei non andava bene, io ero come mio padre.
Se provo a dire una mia opinione che non la soddisfa inizia a dare di matto, se la canta e se la suona affibbiandomi parole e concetti che non ho mai detto,
ma non mi controbbatte con la calma anzi si altera ed inizia a fare i monologhi, lei fondamentalmente parla da sola, come se fosse in piena nevrosi.
Se dico una frase su qualsiasi argomento lei prende due parole e da queste inizia ad attaccare e dire che io sono una brutta persona che devo essere curato che non sono normale etc...etc....
Per esempio se cerchiamo di ragionare su alcune cose in cui lei crede ed io no, tipo l'oroscopo, tipo i misteri o anche alcuni concetti analitici lei inizia a negare
alcune informazioni veritiere, per esempio una volta parlammo di psicoanalisi(stavamo parlando di un vecchio analista da cui lei è andata per poco tempo e poi ha voluto che ci andassi anche io, avevo 18 anni, a me ha aiutato molto),
non so il perchè ma lei non stima questa persona, non pensa che sia una persona in gamba, io invece credo che sia un buon analista(se non fosse stato per lui non avrei mai capito molte cose), allora lei mi diceva ma guarda che per fare l'analista non ci vuole la laurea
non devi prendere la laurea in psicologia, io le dissi :"Non è vero la psicoanalisi è una specializzazione di psicologia" devi conoscere psicologia per fare l'analista, lei invece ha iniziato a dire che LUI NON ERA NEANCHE LAUREATO,
in poche parole gli ha dato dell'impostore e si è alterata come una forsennata, sono andato in internet a farle vedere ma non ci credeva, continuava per la sua strada.
Tra l'altro questo analista è veramente in gamba ed è anche conosciuto nell'ambiente.
Adesso vivo da solo e le cose non sono migliorate per niente, appena ci vediamo mi offende, si attacca a qualsiasi cosa per litigare, l'ultima volta si è
attaccata al fatto che deve verniciare la mia ex camera(da precisare che casa di mia è tutta da ristrutturare, cambiare porte finestre, arredata male etc...etc...),
l'altra sera dopo il lavoro sono andato a mangiare da lei e il suo uomo(soffre di epilessia il suo uomo, è molto assente psicologicamente, ma questa assenza non credo sia dovuta all'epilessia, io
ho conosciuto altre persone epilettiche ma quando non hanno le crisi sono normali invece lui è proprio assente, non parla mai), fatto sta che mia madre ha iniziato a dire :"ma come hai tenuto camera
ci sono i muri gialli e non riusciamo a pitturare(da calcolare che sono 15 anni che non è stata pitturata TUTTA la casa), la colpa è tua, adesso io come faccio?!! etc...etc...."
Io le ho risposto:"Ok mamma hai ragione, scusa per la camera ma adesso pian piano la pitturiamo"(da calcolare che io lavoro fino alle 20 di sera dalle 9 della mattina e lavoro pure il sabato)
io non ci posso fare molto, lavoro fino alle 20 di sera, cerca di capire...
Niente da fare, ha iniziato a discutere poi è passata ad altri argomenti(sono sempre gli stessi, non sto qui a dirveli per non annoiarvi)ha iniziato ad offendere ed io mi sono dovuto alzare
ed andarmene senza neanche aver finito di mangiare.
Non ha mai chiesto scusa di questi comportamenti anzi il giorno dopo ti dice TU MI HAI DETTO QUESTO QUINDI A ME NON TELEFONARE PIU', IO MI TRASFERISC O E NON MI VEDI PIU' PER TUTTA LA VITA ETC...ETC...
Se cerco di parlarci è una lotta persa in partenza...
Con mia madre non si ragiona, il suo uomo ha problemi molto gravi, non hanno neanche una vita sessuale.....sono figlio unico.
Mi ritrovo con un padre che non ho, una madre con cui non si ragiona e un sacco di problemi sia a livello economico che a livello psicologico, perchè questa situazione mi ha tolto le forze, io psicologicamente
posso dare di più sia sul lavoro che per me stesso ed invece cerco sempre di risolvere una situazione che non può essere risolta, ho 30 anni e sono senza famiglia....non è divertente, non hai punti di riferimento.
Scrivo soprattutto per sfogarmi ma anche per sapere la vostra opinione, so già che alcuni diranno che la colpa è mia ma posso assicurare che io ho fatto di tutto per essere accettato da mia madre ma non ci sono riuscito a quanto pare.
COSA DEVO FARE???
SALUTI
Anonimo







