Ma perché se qualcuno riuscisse a spiegare perché vengono fuori i brufoli ed a trovare un rimedio efficace, deve capitare anche che questo
tipo di spiegazione funzioni nel descrivere praticamente l'insorgere di ogni malattia della pelle per risultare valida?

Mica è detto che i meccanismi causali siano uniformi!? Le ovvie questioni epistemologiche io non le vedo affatto, abbiamo un tipo di malattia da un lato e svariate spiegazioni riguardo alla sua insorgenza: ora per quale motivo non può capitare che un tipo di orientamento spiega correttamente come insorgono certe psicopatologie, mentre spiega male e descrive male l'insorgere di altri disagi mentali?
Alla fine poi mi chiedo, seguendo la tua logica gieko, perché bisogna unificare soltanto le psicopatologie sotto il dominio di un unico orientamento, senza potersi mai chiedere che tipo di approccio risulta più efficace per questo o quel disturbo, e non anche proprio ogni sorta di malattia corporea in generale?
Così ci sarà chi sostiene che ingerendo un farmaco si può guarire praticamente da ogni malanno e chi sostiene invece che per guarire da ogni malattia bisogna intervenire chirurgicamente... Altrimenti l'epistemologia ne risente.
In realtà sembra che per certi disturbi sia più efficace ingerire una pillola e quindi intervenire su un tipo di processo, mentre per altri è necessario un intervento chirurgico (soprattutto quando si ha a che fare con l'apparato osseo, se si deve intervenire su fratture e cose del genere spesso si ha a che fare con un qualcosa di volgarmente meccanico).
A me sembra banale osservare che così come per le malattie che colpiscono il corpo umano non si trova un'unica ed uniforme spiegazione, che fa parte di un unico orientamento teorico per descrivere, la genesi, lo sviluppo ed il tipo di cura più adatto per questo o quel disturbo, questo debba capitare anche per le malattie ed i disagi mentali.
Il cervello è un organo che non rappresenta un qualcosa di così uniforme e l'unica parola "mente" con cui ci riferiamo a tutto questo malloppo di processi eterogenei è fuorviante, dato che questa svolge diverse funzioni: conseguentemente a mio avviso è plausibile ipotizzare che la "mente" si può, per così dire, guastare in modi molto diversi tra loro, proprio così come capita per il corpo umano.
Lo sviluppo della medicina rappresenta il differenziarsi progressivo di tipi di cure e descrizioni dei mali molto diverse a seconda del tipo di disagio: questo processo prima o poi dovrà essere affrontato anche in ambito psicopatologico secondo me ed il richiamo ad un'unità descrittiva forzata secondo me non serve, soprattutto in questi ambiti (molto vicini a quello medico) in cui si ha a che fare con disagi e malattie eterogenei rispetto ai quali bisogna cercare di fornire cure e rimedi efficaci, e non descrizioni uniformi all'interno di una qualche singola teoria descrittiva. In fisica si cercano "teorie del tutto" ed è ovvio poi che tutto debba trovare spiegazione (molto complicata) all'interno di questo tipo di teorie, ma questo non significa che le altre teorie e descrizioni verranno buttate via qualora si riesca a trovare qualcosa del genere. In certi ambiti (quello medico ad esempio) non risulta così interessante cercare descrizioni uniformi, coerenti e generali e molto complicate per grosse categirie di disturbi che ingobino quasi tutto, ma trovare descrizioni abbastanza semplici ed accurate il tanto che basta per risolvere praticamente certi problemi e disturbi specifici.
La domanda posta inizialmente secondo me è sensata, anche se io non conosco la risposta.