Ciao a tutti.
Ebbene sì, sono un intruso: non sono un laureato in psicologia, né un laureando, né tanto meno uno psicologo.
Frequento il corso triennale di Giurisprudenza (Scienze Giuridiche) presso l'Università di Macerata.
Perché sono qui? Forse ve lo state domandando, forse no, ma in ogni caso mi sembra possa essere interessante spiegare le ragioni che mi hanno portato fin qui.
Mi sono iscritto alla facoltà di Giurisprudenza perché ho una certa passione per il "mantenimento dell'ordine". Mi interesso in generale di tematiche riguardanti la criminalità, e fin dal primo momento tale facoltà mi era sembrata il posto giusto ove formarmi. Col tempo ho però cominciato a percepirne i limiti. Più andavo avanti, più mi sembrava incredibile che, in una università in cui si studiano sistemi elaborati di fatto per controllare le persone, per renderle ordinate e per punirle o rieducarle nel caso compiano degli errori, non ci fosse spazio nemmeno per un corso di psicologia giuridica. Dobbiamo relazionarci alle PERSONE, ma non ci vengono dati gli strumenti base.
Ritengo che questo sistema possa virtualmente contribuire a rendere la Giustizia una mera procedura di impartizione ed esecuzione di regole, quando invece dovrebbe essere, a mio parere, qualcosa di più, uno strumento di armonizzazione dei contrasti che naturalmente sorgono fra i membri di una società. Uno studio della Giurisprudenza senza l'ausilio della Psicologia, può potenzialmente equivalere ad una meccanizzazione senza "cuore" della Legge.
Avvertendo tale mancanza, ho cominciato a pormi domande, studiando autonomamente e un po' a tentoni la psicologia nel tentativo di colmare le mie lacune. Mi sono interessato, quindi, allo studio della psicologia in generale, con particolare attenzione alla psicologia sociale, e allo studio delle menti criminali. Sono rimasto particolarmente associato dagli studi di Milgram e di Philip Zimbardo, e sto ancora costruendo la mia cultura in questo senso.
Credo di aver detto tutto.
Aspetto di sentire le vostre impressioni!







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