Ciao a tutti!
Mi chiamo Stefano, è la prima volta che scrivo e lo faccio per chiedervi un parere sulla scelta della Scuola di Psicoterapia; in sintesi: Terapia Breve Strategica (TBS) ad Arezzo o Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC) a Verona?
Premetto che i miei due interessi sono: psicoterapia in senso stretto e consulenza aziendale (=applicare i principi della psicoterapia alle aziende, "curare l'azienda malata").
Inoltre, premetto che la mia scelta, per vari motivi, è tra queste due sole forme di psicoterapia: TBS (Arezzo) o TCC (Verona).
Vi racconto un po' come nasce questa scelta: qualche anno fa ho letto per caso un libro di Giorgio Nardone e mi è piaciuto così tanto che ho cominciato a leggerne diversi, fino a coprire buona parte di ciò che è stato scritto sul tema. Ne sono rimasto così affascinato che mi sono posto l'obiettivo di volere imparare quel modo di fare psicoterapia, per me così suggestivo e affascinante, così mi sono iscritto all'Università, che prima non facevo (lavoravo e lavoro tuttora come impiegato in tutt'altro settore). Spinto da questa motivazione a potermi iscrivere alla Scuola di TBS, mi sono laureato giusto nei 5 anni previsti, pur lavorando a tempo pieno. Ora mi trovo davanti alla possiiblità di realizzare concretamente "il sogno", ma mi trovo anche di fronte a qualche dubbio, dopo essere venuto a conoscenza della TCC. In particolare sintetizzerei cosi.
Pregi Terapia Breve Strategica:1) mi affascina di più, quindi la studio più volentieri; 2) per questo motivo e per il fatto che ho già letto quasi tutta la bibliografia, credo sarebbe per me più semplice e immediato l'apprendimento (=farei meno fatica a imparare); 3) da come ho inteso, è applicabile non solo alla terapia individuale(adulti/bambini), ma anche alle famiglie, ai contesti aziendali ed educativi; 4) è il motivo per cui mi sono iscritto a Psicologia (una sorta di quadratura del cerchio).
Presunti difetti della Terapia Breve Strategica:1) sembra che non sembra sia sempre applicabile laddove non ci sia una sintomatologia acuta (chiedo numi a chi ne sa più di me); 2) l'approccio di TBS di Arezzo (che è quello che seguirei, ho già escluso le altre Scuole di TBS, per vari motivi) parte all'inizio con sedute di 45-50 minuti per poi, nelle fasi avanzate di trattamento, arrivare a 20 min. circa, questa cosa mi lascia un po' perplesso, perchè mi da l'idea che non si dedichi abbastanza tempo al cliente e alle sue esigenze (anche di contenimento: se io soffrissi di attacchi di panico, per esempio, probabilmente, oltre a volere "guarire velocemente" vorrei anche parlarne, esprimermi, sentire che il mio terapeuta mi capisce, che è empatico verso il mio stato di sofferenza), a questo proposito mi è stato risposto: "il terapeuta non deve assolvere alle esigenze di contenimento del cliente, ma deve essere un problem solver; c'è un problema da risolvere e tu aiuti il cliente nell'iter risolutivo, sei un facilitatore del cambiamento. Quindi non importa se la seduta dura 1 ora o 15 minuti, ciò che importa è che si verifichi il cambiamento stabilito nel contratto terapeutico, quindi la seduta dura il tempo che serve, non di più, soprattutto in considerazione che usi quasi sempre un linguaggio ipnotico indiretto, altrimenti rischi che nei primi 20 minuti, ad es, costruisci qualcosa di buono, nei successivi 20 minuti demolisci ciò che di buono avevi prima costruito, anche perchè, a forza di fare parlare il cliente, rischi di entrare nel suo modo di vedere la realtà e quindi rischi di essere molto meno efficace, se non fallimentare, come problem solver". Voi che ne pensate?
3) Non essendo nella mia città, probabilmente avrei meno opportunità lavorative una volta finita la scuola (ovviamente è tutto da dimostrare), a meno che non sia effettivamente così efficente il network che si viene a creare nella scuola stessa. 4) E' un approccio che viene molto criticato (vorrei capire se a ragione o a torto, da chi di voi che ha intenzione di iniziare un discorso costruttivo) e dunque è una scuola con una più bassa desiderabilità sociale.
Pregi della Terapia Cognitivo Comportamentale (Verona): 1) la Scuola è nella città in cui vivo e, facendo l'investimento sul territorio, forse è più facile che in futuro possa lavorare nel campo. 2) E' l'approccio che sembra avere ricevuto più validazioni in campo scientifico; di sicuro è quello maggiormente utilizzato negli ospedali pubblici e privati di Verona, dove vivo. Inoltre è l'approccio maggiormente apprezzato in ambito universitario un po' dappertutto in Italia. Quindi, in una parola è un approccio a più alta desiderabilità sociale.4) Sembra che possa applicarsi a tutte le problematiche, anche a quelle che non presentino una sintomatologia acuta (soprattutto agendo sul versamente cognitivo).
Difetti dell'approccio cognitivo-comportamentale: 1) mi affasciana molto meno come approccio (=sono meno curioso di studiarlo, per quanto ne condivida i presupposti teorici); 2) per quanto detto al punto 1 e per aver letto alcuni libri usati nella Scuola di Verona che mi sono sembrati molto più pesanti di quelli adoperati nella TBS, credo che studierei con più "fatica" ; 3) Che io sappia non si applica a contesti diversi dalla psicoterapia individuale: per le famiglie e le aziende si utilizzano tecniche provenienti dalla terapia sistemica, alcune delle quali presenti anche in TBS.
Considerate anche questo: se dopo aver fatto la Scuola di TBS, mi accorgessi che quanto ho imparato non mi è "sufficiente" per trattare i casi che mi si presentano, farei un training anche nella TCC; viceversa, se le nozioni apprese dalla Scuola di TBS mi bastassero, non farei altro.
Se invece facessi la Scuola di TCC, anche qualora quanto appreso fosse sufficiente a svolgere la mia attività, comunque, vorrei fare un training (anche più breve, che so, un master annuale), per apprendere il modello della TBS che comunque, come ho già ampiamente detto mi affascina molto.
In conclusione, la TBS è la scelta di cuore, la TCC è la scelta di testa, voi, per le vostre esperienze, che cosa vi sentireste di dirmi?
Ringrazio anticpatamente chi vorrà donarmi un po' del suo tempo per aiutarmi a riflettere su questa scelta, che io carico di un significato simbolico molto forte perchè, non essendo soddisfatto del mio contesto lavorativo, vorrei cambiarlo, o, per lo meno integrarlo, e la scelta di una Scuola piuttosto che di un'altra potrà forse favorire questo mio progetto di vita.
Stefano







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