Un mio amico psichiatra che dirige un CSM sostiene che la gran parte degli utenti che fruiscono del servizio di psicoterapia appartengono a quella fetta di popolazione che conosce bene il ruolo della psicologia. L'asseza di conoscenza si traduce sempre in pregiudizio ed è per questo motivo che la figura dello psicologo deve essere riproposta al grande pubblico attraverso un'immagine "addomesticata".
La gente preferisce "confessare" ad un intimo ad a un religioso le proprie sofferenze psichiche perchè sono persone familiari di cui si fida. La gente non si fida dello psicologo perchè teme di venir manipolato da uno "strizzacervelli" che non gli permetterà più di essere se stesso.
Conoscevo persone anziane che, con i pregiudizi del passato, sono decedute per non essersi fidati del medico. Ora il medico, come il carabiniere, sono diventati popolari perchè il loro ruolo è stato descritto e ridescritto per anni dalla tv nell'ambiente casalingo. Al medico ora si descrivono, spesso tediosamente, i propri sintomi senza temere di essere ospedalizzati ed il carabiniere non è più un "gendarme" da evitare, ma è visto come un operatore sociale a cui fiduciosamente rivolgersi (senza l'ancestrale timore di venire arrestati!).
Se invece della dott. Barzaghi la TV proponesse una fiction del tipo " UNO PSICOLOGO IN FAMIGLIA", nel medio lungo termine, lo psicologo diventerebbe un simpatico "eroe" di cui fidarsi e la psicologia "la scienza del benessere".
E' con il consenso popolare che si cambiano le cose, dal consenso deriva la domanda, dalla domanda il riconoscimento istituzionale e da questo i finanziamenti per portare la psicologia ovunque e la psicoterapia alla portata di tutti.
Dante







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