ciao a tutti innanzitutto
vorrei discutere su un concetto a metà tra la filosofia e la psicologia
analizzato da kierkgaard e preso e sviluppato anche da schopenauer
vi è un conflitto tra possibilità e necessità, una ricerca costante di equilibrio, tra queste componenti, nella nostra vita.
La libertà di pensiero e di agire genera l'angoscia della libertà..la disperazine della scelta,l'inquietudine esistenziale del "poter essere" che avviene sul campo ,minato, della possibilità e necessità.
Quando il possibile supera il necessario nella nostra mente avviene lo scollamento tra IO reale e IO potenziale, si spalanca il regno della fantasia, del cinema e della letteratura in cui alienarci in mille mondi lontani ma al contempo vicini nella ricerca del sè...
dite la vostra sulle possibili implicazioni e sistematizzazioni (che l'industria culturale ha generato) di questo tema
ciao ciao







benvenuto?!
PFM 

) che oscilla tra il dolore e la noia, con solo squarci di gioia apparente....per liberarsene parlava di un annullamento della propria individualità, che addirittura si compiva nell'ascesi
...l'arte per lui non era che un palliativo momentaneo
. Ora, mi sembra scontato dire che non mi trovo molto d'accordo con loro
), e riflettendo su questa tua frase
....