
Originalmente inviato da
Artemisio
mi sento un po' incarcerato, costretto a scegliere tra la fedeltà alla causa comune e quella alla mia natura, che mi porta invece verso hobby e passioni creative, le quali mal si accordano coi tempi ridotti della vita adulta e responsabile. Oltretutto lei non capisce più di tanto le mie passioni, non le rispetta, si attende che io faccia la mia parte di doveri, come è giusto che sia, e su quelle basi mi valuta, zuccherino se ho fatto il bravo, bastonate e rigori siberiani se non ho fatto abbastanza.
Forse non è la persona giusta per me? Forse sono io ad essere sbagliato, certo non me la sento di parlarle del mio bisogno di solitudine, di tempo. A volte penso di essere un eterno adolescente, restio a farsi carico di responsabilità e obblighi. A volte penso che dovrei crescere e inquadrarmi. A volte mi immagino tra venti anni, solo in una stamberga, con in mano un pugno di velleità abortite. E allora mi viene voglia di lasciarmi condurre docilmente al guinzaglio. Consigli?