Ciao a tutti,
volevo dare il mio contributo ai vari post sulla professione dello psicologo
Prima però mi presento, mi chiamo Marco ho 34 anni, ho lavorato per tanti anni in una azienda di telecomunicazioni come sviluppatore software e ora ho una mia piccola attività imprenditoriale.
Ho interrotto gli studi a 21 anni in quanto, in pieno boom della new economy sono stato assunto come sviluppatore (altra mia passione oltre alla psicologia).
Il fatto di entrare nel mondo del lavoro a quella età mi ha permesso di “crescere” in modo sostanzialmente diverso rispetto ai miei coetanei.
Ad esempio:
- Sono sposato da 5 anni, con una casa e due bellissimi bambini. I miei coetanei, se va bene, stanno pianificando ora di comprarsi casa.
- Ho alle spalle + di 10 anni di mondo del lavoro e vedo le cose in maniera molto più oggettiva e propositiva. Non penso ora e non ho mai pensato che il lavoro che ci piace e la casa siano un diritto, ma una conquista (il diritto semmai è accedere all’istruzione)
- Ritengo che l’università italiana, a parte alcune eccellenze (tipo fare ingegneria al politecnico di Torino), sia l’ambiente più diseducativo che esista. Con modelli formativi tesi più a mantenere in piedi corsi inutili e docenti sulle poltrone, che a fornire al mercato le figure richieste. Su quest’ultimo punto mi ha sorpreso leggere il titolo di un post recente che diceva: “sono stata assunta e ora… cosa faccio?”. Come cosa faccio?? E per cosa hai studiato tutti questi anni?
- Altra mia personale considerazione sull’università è che deve tornare ad essere selettiva. La laurea in psicologia, che tante altre, è sì impegnativa ma non difficile. La maggior parte delle persone mediamente scolarizzate se ci mette impegno si laurea senza problemi.
Con queste mie considerazioni voglio lanciare una accusa al nostro modello formativo (dalla famiglia all’università) e non agli studenti che sono vittime di questo modello.
I nostri genitori ci hanno insegnato “ingenuamente” e in buona fede insegnato che bisogna studiare per fare un mestiere bello e ben remunerato. Allora tutti a rinchiudersi 10 anni sui libri (se consideriamo un corso quinquennale, + magari 2 di fuori corso + master vari etc..) per poi affacciarsi al mondo del lavoro a 30 anni e sostenere: sono titolato, l’ordine (e quindi la CASTA) non fa nulla per difendermi e vedo il mio lavoro svolto da persone che non ne hanno le competenze. Chi vi dice che chi vi sottrae il lavoro non abbia le competenze? Come le misurate le competenze? In base ai voti agli esami o al numero di anni di studio? Potrebbe essere un punto di partenza ma alla fine non sei tu che devi imporre al mercato i tuoi studi ma al contrario: il mercato chiede e tu ti specializzi rispondendo alla richiesta.
E sapete la cosa che mi fa più imbestialire? Il fatto che oggi più che mai, c’è una “fame” immensa di psicologi. Ha bisogno di sostegno psicologico l’adolescente che vive una crisi nello studio, il manager sotto pressione, la neomamma che non riesce a gestire il cambiamento perché lavora, l’impiegato sotto mobbing, il venditore che deve essere motivato e persuasivo. Ma uscendo dall’ambito clinico gli studi in psicologia servono per fare pagine web usabili, per fare landing page efficaci per insegnare come si parla in pubblico e si presenta un prodotto.
Sapete chi ha dato risposta al mercato a gran parte di queste esigenze negli ultimi anni? Uno psicoterapeuta (ribadisco psicoterapeuta quindi non un infiltrato) e un linguista statunitensi: Bandler e Grinder.
Molti di voi avranno già capito a cosa mi riferisco e cioè alla PNL. Io non do giudizi di valore sulla PNL perché mi sono posto come obiettivo quello di studiarla e poi eventualmente criticarla, so soltanto che le aziende cercano e mandano i propri dipendenti a fare corsi che si basano sulla PNL.
Ho un pregiudizio: son convinto che all’80% la PNL sia marketing ed una macchina per far fare soldi a chi organizza i corsi, un po’ come i nostri master universitari. Con una differenza: la PNL è accettata e riconosciuta dal mercato (e puoi farne una professione), la psicologia così come è studiata e organizzata in Italia crea disoccupati.
Concludo questo mio post, mi scuso per la lunghezza, invitandovi a guardare su youtube il discorso di Steve Jobs (CEO di Apple) agli studenti di Stanford nel 2005. In quel discorso è riassunto il concetto che ho provato ad esprimere in questo post e che spero di far comprendere ai miei figli.
“Stay Hungry. Stay Foolish. (Siate affamati. Siate folli.)”







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