Ciao a tutti,
dovrei aprire partita iva come Psicologa e sto valutando, in modo ponderato, tutte le spese a cui andrei incontro dal punto di vista fiscale.
Premetto che inizierei con il regime delle nuove attività professionali (di durata triennale).
- costo apertura p.iva = 0 euro
- 140 € contributo maternità annuale
- 2% sul lordo (per ogni fattura rilasciata) superati i 2000 euro e spicci (nel caso non si superino mi sembra vengano pagati solo 60 € circa. Problema: non sapendo quanto in un anno si riuscirà a guadagnare, nelle fatture che vengono rilasciate bisogna sempre applicare il 2%?)
- 10% (sul totale annuo percepito o è una voce da inserire su ogni fattura?) superata una certa soglia
- IRPEF ed IRAP: come funzionano? Si pagano nel momento in cui si effettua la dichiarazione dei redditi con il Modello Unico?
- ritenuta d'acconto non dovrebbe esserci essendo nei tre anni iniziali di attività, giusto?
- commercialista: indicativamente 700 € annui (ci si può far consigliare e seguire anche da qualcun altro che voi sappiate? es. CAF, patronati o simili)
Altro chiarimento: nel momento in cui effettuassi un "sostegno psicologico", una fattura tipo potrebbe essere la seguente (correggetemi se sbaglio...)?:
es. 35 € + 0.7 € (= 2%) = 35,07 €
A questo punto il netto guadagno su questa singola prestazione sarebbe di 35 € o deve essere sottratto ancora qualcosa?
Essendo nei primi 3 anni di attività mi sembra di aver capito che non ci sono ritenute d'acconto, è corretto?
Inoltre... deve essere effettuata una fattura per ogni singola prestazione o, ad esempio, dopo quattro incontri mensili con un cliente si può rilasciare un'unica fattura che attesti le 4 prestazioni effettuate?
Grazie mille...
Scusate ma c'è sempre un pò di confusione iniziale e so che tutto cambia in base a ciò che uno psicologo sceglie di aprire, per cui rispondere non è sempre facile!
Alter.







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Scusate la raffica di domande