
Originalmente inviato da
Simona M
Buongiorno a tutti, sono in parte d'accordo con i vostri commenti ma credo anche che sia necessario cercare di andare più in profondità. Se è pur vero che molte figure professionali più o meno competenti oggi si presentano sul mercato con la pretesa di "rubarci" i clienti, forse è anche arrivato il momento, come professionisti, di porci delle domande: "Quanto siamo veramente capaci, come psicologi, di intercettare le esigenze della nostra potenziale clientela e di offrire servizi adeguati?". La risposta a questa domanda mi pare ovvia, date le difficoltà che ognuno di noi incontra nel realizzarsi professionalmente!!!
Anche per quanto riguarda il master, se è pur vero che forse spendiamo troppi soldi per continuare a formarci, è comunque innegabile che con la sola laurea in psicologia ci ritroviamo con un sacco di competenze e poca capacità di applicarle nel reale mondo del lavoro... dunque la formazione specifica di per sè non è negativa, non possiamo però pensare che la nostra precarietà si dilegui dopo aver fatto un master o una scuola di specializzazione in psicoterapia perchè anche in quel caso vale quanto detto sopra!!!
Sono stata ad uno degli incontri che la Scuola di Palo Alto ha organizzato per promuovere il master in coaching, quello che prevedeva uno scontro verbale tra coaching psicologi e coaching non psicologi... In quell''occasione sono secondo me emersi degli argomenti molto interessanti (forse se cerchi qualcosa in rete trovi, forse sul sito della Scuola...), relativi da un lato all'incapacità sia degli psicologi clinici, troppo ancorati alla visione clinica, sia degli psicologi del lavoro, più proiettati nel mondo aziendale ma comunque tendenzialmente incapaci di proporre percorsi di coaching per i manager e dunque relegati a fare selezione del personale o simili, di offrire servizi che parlino "la lingua dell'azienda"; dall'altra all'incapacità dei coach non psicologi (che spesso sono ex manager che come dicevate voi con un micro corso si reinventano come coach) di intervenire più in profondità e di gestire quella parte più "psicologica" che è di nostra competenza e che per esempio prevede l'inscindibilità della vita personale da quella lavorativa. Rispetto a questi argomenti il Presidente della Scuola di Palo Alto (la prima business school non accademica in Italia che offre servizi di formazione a moltissime aziende) ha fatto notare che la Scuola, che normalmente fornisce servizi alle aziende ma non forma i professionisti, ha deciso di proporre un master in coaching per psicologi perchè ha rintracciato un "gap" nei servizi che vengono proposti alle aziende dai coach non psicologi (vedi sopra) e perchè crede che noi psicologi, con la giusta formazione, potremmo dare molto al mondo aziendale se solo imparassimo a muoverci in quest'ultimo!
Spero di averti dato delle informazioni utili, in bocca al lupo per la tua scelta!!!