
Originalmente inviato da
ste203xx
ciao arwen, purtropo anche mettendomi nei panni del volontario che è stato 10 anni a fare il volontario in ospedale, non riesco a empatizzare e concedergli di vincere il concorso solo perchè è l'unico modo per il settore pubblico di assumere. Ma forse leggendo i resoconti dei miei concorsi, in particolare quello scandaloso di Riano, magari puoi capire perché! Intanto mi chiedo: questa soggetto, nei 10 anni che è stato volontario, chi lo ha mantenuto? Immagino abbia avuto genitori che lo hanno finanziato, cosa che io non ho mai avuto, e di conseguenza neanche la possibilità di fare la volontaria a vita. Allora, mi sento discriminata, perché in questo modo, indirettamente si penalizza chi, come me, si è dovuta mantenere da sola dai 20 anni in poi, e attualmente mantiene anche una mamma non autosufficiente, e non ha quindi potuto dimostrare la propria eventuale competenza facendo da volotnaria. Il concorso diventa allora uno strumento di casta, che che premia i benestanti e chi ha il lusso di studiare senza pensieri e di darsi al volontariato nel servizio pubblico! E chi ha dovuto fare mille lavori per sobbarcarsi mille spese e autofinanziarsi, non meriterebbe altrettanto? Non dovrebbe essere premiato anche lui, altrettanto? Poi, fanno il concorso per premiare il volontario da 10 anni: ma un concorso è un modo per premiare la fedeltà e dedizione di un volontario oppure uno strumento di assunzione meritocratica, quando nella struttura mancano risorse e quindi si apre il posto ai cittadini, mettendoli in gara alle stesse condizioni? Poi questo volontario, che siano 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 anni, ma cosa ci è stato a fare tutto quel tempo lì dentro, invece di rimboccarsi le maniche e confrontarsi con il mercato, avviando una sua attività? O cercando lavoro? Stava aspettando il concorso ad hoc? Se io fossi il primario, se avessi un volontario bravo e competente...lo caccerei a pedate! Gli direi: cosa diamine ci fai ci fai qui, sei tanto competente, via... apriti la tua strada nel mondo. Io personalmente, per la mia esperienza (di lavoro e concorsi), proprio non tollero più nulla. Il primario non può assolutamente scegliere di premiare la dedizione e bravura di chicchessia, il concorso deve rimanere tale. Questa Italietta ha proprio stufato.