Prima di entrare nel vivo della questione vorrei raccontare una storia che non è semplicemente verosimile, ma realmente accaduta.
È la storia di un padre che viene convocato dalla psicologa di una scuola primaria per analizzare un disegno di sua figlia di sette anni.
La psicologa mostra al padre della bimba un foglio in cui è disegnata una tigre dietro le sbarre e un fumetto che cita “ non ho mai ucciso né rubato, perché sono in galera? ”.
Il padre guardando il disegno sorrise orgoglioso , ma non capiva ancora il motivo della convocazione.
“ Vede signore, sua figlia ha qualche problema con lei. Si sente oppressa dalla sua figura come fosse in gabbia e ha manifestato in questo disegno la sua voglia di libertà. La bambina vuole piacerle e si attribuisce ogni colpa come evidenziato dalla frase in cui traspare una certa incertezza . Dovrebbe sforzarsi di più di capire sua figlia”
Il padre fu combattuto tra il mettersi a ridere spiegando la realtà dei fatti alla psicologa oppure lasciar perdere il tutto.
Si limitò a ringraziare la giovane professionista tenendo per se la sua verità.
Il disegno era stato realizzato a quattro mani dalla bimba proprio con il padre come progetto di protesta contro gli Zoo . La tigre in gabbia era una vera tigre e non una metafora e il disegno è stato inviato alla redazione di Piccole Impronte , rivista della LAV ( Lega Anti Vivisezione ) associazione a cui la piccola era abbonata.